Escalation di vandalismi e roghi nel quartiere barese. La denuncia del responsabile della scuola di surf e le risposte istituzionali del sindaco Leccese.
Una spirale di degrado, microcriminalità e incuria amministrativa sta soffocando il quartiere San Girolamo di Bari, dove la comunità locale e i commercianti denunciano una situazione ormai insostenibile a causa dell’azione in controllata di baby-gang. La misura è colma dopo la sequenza di incendi dolosi che, nell’arco di pochissimi giorni, ha colpito le strutture della zona, culminando nella distruzione del materiale tecnico della Scuola Surf Bari. Il bilancio tracciato dai residenti e dal responsabile della scuola, Beppe Caldarulo, restituisce l’immagine di un territorio abbandonato a se stesso, ostaggio di giovanissimi che seminano il panico tra il lungomare e gli spazi parrocchiali
Il racconto di quanto sta accadendo nel rione barese non lascia spazio a interpretazioni ed evidenzia una preoccupante assenza di risposte tempestive sul fronte dell’ordine pubblico. Caldarulo punta il dito contro un gruppo di giovanissimi che imperversa quotidianamente lungo il waterfront a bordo di monopattini e scooter, seminando il terrore tra i passanti e prendendo di mira le attività educative e sportive che ogni giorno coinvolgono centinaia di bambini e famiglie per bene. La situazione è degenerata nel giro di una settimana con tre roghi distinti, tra cui quello che ha devastato un locale della parrocchia durante la festa patronale e l’incendio che ha bruciato le attrezzature sportive della scuola di surf. Accanto alla violenza giovanile si sommano le criticità strutturali: richieste di transenne rimaste inascoltate, manutenzione carente, illuminazione pubblica inefficiente e accumuli cronici di rifiuti che trasformano ogni piccolo atto vandalico in una polveriera.
Di fronte a un quadro sociale così compromesso, la risposta delle istituzioni non può più limitarsi a una mera condanna di facciata o a interventi sui post. Lo stesso sindaco di Bari, Vito Leccese, intervenuto sui recenti episodi di violenza, ha sottolineato l’urgenza di un’azione coordinata che vada oltre la riqualificazione urbana firmata da Arca, dimostrandosi insufficiente laddove manca un presidio sociale costante. È indispensabile ristabilire la legalità e la sicurezza partendo dal funzionamento reale delle telecamere di sorveglianza e intensificando la rete di protezione con il Municipio, le parrocchie, le scuole e le associazioni locali. I cittadini di San Girolamo chiedono fatti concreti e una presenza quotidiana dello Stato: non è più tollerabile che un’area dal grande potenziale turistico e sociale venga lasciata ostaggio dell’incuria e della microdelinquenza.
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