Da oggi in vigore le nuove tariffe massime per visite, esami e protesi. L’associazione dei consumatori denuncia l’impatto sulle tasche delle famiglie.
Una stangata da oggi si abbatte sul Servizio Sanitario Nazionale. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto tariffe, scattano i rincari per oltre 600 prestazioni mediche tra specialistica ambulatoriale, visite, esami diagnostici e ausili protesici, registrando un impatto medio stimato del 5,8%. Un provvedimento che solleva forti polemiche e preoccupazioni, spingendo l’associazione Codici a denunciare apertamente le ricadute economiche di una misura che finisce per pesare direttamente sui cittadini.
Il segretario nazionale dell’associazione, Ivano Giacomelli, punta il dito contro il contesto geopolitico e le carenze strutturali della sanità pubblica. “Non possiamo ignorare che questi rincari arrivano in un momento in cui i conflitti in corso nel mondo stanno mettendo sotto pressione l’intera catena dei costi che sostiene la sanità pubblica: dall’energia alle materie prime, fino ai dispositivi medici e ai presidi protesici, molti dei quali dipendono da forniture internazionali soggette a rincari e instabilità”, dichiara il rappresentante di Codici, evidenziando come l’aumento delle tariffe non risolva le criticità croniche legate a liste d’attesa e carenza di personale.
Gli incrementi più consistenti toccano esami e visite specifiche, come l’agoaspirato mammaro, la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma e le valutazioni specialistiche di base. Pur fronteggiando aumenti marcati in settori come la diagnostica vascolare, le biopsie e la prelievistica, l’associazione ricorda che restano tutele importanti per i cittadini. “Fortunatamente la maggior parte delle prestazioni più comuni resta invariata” – aggiunge Giacomelli –. “Inoltre, c’è da tenere in considerazione il tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, che in alcuni casi attenua l’impatto reale sul cittadino, e il fatto che sono esclusi dall’aumento, come sempre, gli esenti per reddito, patologia, invalidità, disoccupazione, le donne in gravidanza e chi accede a programmi di screening”.
Nonostante le esenzioni e i tetti di spesa, l’associazione ribadisce che la strada intrapresa non garantisce una sanità tempestiva, chiedendo interventi strutturali e investimenti reali a tutela del diritto alla salute. Per monitorare la situazione e raccogliere le segnalazioni degli utenti colpiti dai rincari, Codici ha attivato canali di contatto dedicati tramite telefono, WhatsApp e posta elettronic
Per segnalazioni, contributi o per contattare la redazione di WideNews.it, è possibile scrivere a redazione@widenews.it, consultare il nostro sito www.widenews.it o seguirci sulla nostra pagina ufficiale Facebook
.