Finto odontoiatra a Barletta: la GdF sequestra beni per oltre 2,7 milioni di euro

Un sessantaquattrenne, che gestiva un avviato studio medico nel centro di Barletta pur essendo privo di qualsiasi abilitazione professionale, è finito al centro di una complessa operazione condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani. Al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ha raggiunto un valore complessivo di oltre 2,7 milioni di euro, segnando un importante sviluppo investigativo che ha portato a contestare, oltre all’esercizio abusivo della professione, anche il reato di autoriciclaggio.

L’attività odierna si inserisce come evoluzione di un’indagine che aveva già portato all’applicazione di una misura cautelare personale nei confronti dell’uomo, che attualmente si trova sottoposto all’obbligo di dimora. Il finto professionista, avvalendosi del supporto di altri due odontoiatri regolarmente iscritti all’albo — anch’essi indagati per concorso nel reato di esercizio abusivo della professione — aveva allestito un vero e proprio ambulatorio in un appartamento privato. In questa sede venivano regolarmente effettuate visite specialistiche, prestazioni odontoiatriche e interventi di implantologia, utilizzando attrezzature professionali e materiale sanitario che sono stati ora interamente sottoposti a sigilli.

Gli approfondimenti economico-finanziari hanno permesso agli investigatori di quantificare i proventi dell’attività illecita, scoprendo come questi venissero successivamente reimpiegati all’interno dell’attività d’impresa. Alla luce di tali nuovi elementi, al sessantaquattrenne è stato contestato il reato di autoriciclaggio, mentre nei confronti della società da lui rappresentata sono stati ipotizzati i reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Il provvedimento cautelare reale, convalidato dal G.I.P. presso il Tribunale di Trani, ha colpito in modo capillare il patrimonio dell’indagato e della società collegata. I sigilli sono stati apposti a sei immobili, tre autovetture, venticinque conti correnti bancari, quote di partecipazioni societarie e all’intero ambulatorio medico, compresi i farmaci e le strumentazioni presenti.

L’operazione eseguita dal Gruppo Barletta rappresenta un duro colpo contro l’illegalità nel mercato dei servizi: tali pratiche abusive, oltre a configurare gravi reati di natura economico-finanziaria, alterano la leale concorrenza tra i professionisti del settore e, soprattutto, espongono l’inconsapevole utenza a pesanti rischi per la salute.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà accertata esclusivamente in caso di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.

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Elvira Zammarano

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