Adolescenti tra lame e dirette web: il grido d’aiuto degli psicologi

La metamorfosi della violenza nelle nuove generazioni, l’analisi di Giuseppe Vinci, presidente Ordine Psicologi Puglia

Il panorama giovanile contemporaneo appare segnato da una mutazione profonda dei linguaggi e delle modalità di espressione del disagio. Non si tratta più soltanto di episodi isolati di ribellione, ma di una vera e propria spettacolarizzazione dell’aggressività che trova nei canali digitali una cassa di risonanza senza precedenti. Giuseppe Vinci, presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia, ha tracciato un profilo lucido e preoccupante di questa realtà, partendo da fatti di cronaca recenti dove il gesto violento viene filmato e condiviso in tempo reale. Secondo l’analisi dell’Ordine, l’atto di accoltellare o aggredire diventa una sorta di performance mirata a ottenere un riconoscimento sociale immediato, trasformando il dolore e il conflitto in contenuti pronti per il consumo virtuale.

La riflessione proposta da Vinci invita a non limitarsi alla condanna del singolo episodio, ma a guardare alle radici culturali e sociali che alimentano tali derive. La violenza non nasce dal nulla: è spesso il risultato di un terreno fertile fatto di disuguaglianze, povertà educativa e un indebolimento strutturale dei legami umani. Per molti adolescenti, il gesto impulsivo e brutale rappresenta una scorciatoia per sentirsi visibili agli occhi di una società che sembra aver smarrito la capacità di ascolto e di contenimento. In contesti dove le opportunità scarseggiano e i modelli di riferimento sono incerti, la rabbia si accumula silenziosamente fino a esplodere in forme che sfidano ogni logica relazionale.

Un peso determinante in questa dinamica è esercitato dal mondo adulto, spesso portatore di messaggi contraddittori. Gli adolescenti osservano una realtà dove l’aggressività e la sopraffazione vengono talvolta legittimate o addirittura premiate se finalizzate all’esibizione. Il digitale, in questo senso, non inventa la violenza ma la amplifica, assottigliando pericolosamente il confine tra l’esperienza vissuta e la sua rappresentazione scenica. Se la trasgressione diventa l’unico linguaggio di appartenenza disponibile, il rischio è che la brutalità venga percepita come una norma accettabile per uscire dall’isolamento emotivo e dalla solitudine che attanagliano molti giovani.

La soluzione al fenomeno non può dunque ridursi alla sola sanzione, ma richiede una ricostruzione profonda delle alleanze educative. L’Ordine degli Psicologi della Puglia sottolinea l’urgenza di investimenti strutturali che portino il supporto psicologico direttamente nelle scuole e creino spazi di aggregazione qualificati. È necessario un impegno collettivo tra famiglie, istituzioni e servizi per contrastare la povertà educativa e fornire ai ragazzi gli strumenti interiori necessari per elaborare le emozioni senza ricorrere alla forza. Fermare le manifestazioni estreme del disagio significa, prima di tutto, avere il coraggio di affrontare la complessità del presente con responsabilità e visione.

Per restare aggiornati su eventi, notizie e approfondimenti, visita WideNews su https://www.widenews.it e segui la pagina Facebook ufficiale su [https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWebb]

Condividi su:
Elvira Zammarano

Elvira Zammarano

Lascia un commento