Brindisi, nave bloccata in porto: 33mila tonnellate di metallo sotto sequestro

Un cargo carico di decine di migliaia di tonnellate di materiale metallico è stato bloccato nel porto di Brindisi al termine di una complessa attività investigativa che ha fatto emergere una presunta elusione delle misure restrittive europee legate al conflitto tra Russia e Ucraina. L’intervento ha portato al blocco dell’intera nave e del carico, per un quantitativo stimato in 33.000 tonnellate.

L’operazione è scaturita da controlli incrociati condotti dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane di Brindisi, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, dopo l’arrivo nel porto pugliese di una motonave battente bandiera di uno Stato insulare dell’Oceania. Fin dai primi riscontri, la provenienza e la tipologia della merce hanno attivato i sistemi di analisi del rischio previsti dalla normativa comunitaria.

Gli approfondimenti hanno evidenziato irregolarità rilevanti nella documentazione di bordo. I controlli, estesi ai registri di navigazione e ai dati elettronici obbligatori per le grandi unità marittime, hanno consentito di ricostruire con precisione le tappe percorse dalla nave, smentendo quanto dichiarato ufficialmente dal comandante.

Secondo quanto emerso, l’unità avrebbe stazionato e caricato merci in un porto della Federazione Russa soggetto a restrizioni internazionali, compiendo operazioni non consentite dalle disposizioni europee. A rafforzare il quadro investigativo, l’analisi dei sistemi di tracciamento ha mostrato che, in prossimità dello scalo russo, il segnale di localizzazione della nave sarebbe stato volontariamente interrotto, rendendo temporaneamente invisibile la sua posizione.

Ulteriori conferme sono arrivate dal confronto con banche dati specialistiche utilizzate dalle autorità doganali, che hanno permesso di verificare le incongruenze tra le rotte dichiarate e quelle effettivamente percorse. Un mosaico di elementi che, nel loro insieme, ha delineato un tentativo strutturato di aggirare i divieti imposti dall’Unione Europea sul commercio di specifiche categorie di merci e sull’accesso a determinati porti.

Alla luce degli accertamenti, è stato disposto il sequestro dell’imbarcazione e dell’intero carico, provvedimento successivamente confermato dall’autorità giudiziaria competente. Nell’ambito dell’inchiesta risultano ora coinvolti l’importatore, l’armatore e alcuni membri dell’equipaggio, chiamati a rispondere, a vario titolo, delle condotte contestate.

Le autorità sottolineano che il procedimento è in corso e che ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza. L’operazione rappresenta comunque un segnale forte sul fronte dei controlli nei traffici marittimi e sull’applicazione delle sanzioni internazionali.

Per restare aggiornati su eventi, notizie e approfondimenti, visita WideNews su
https://www.widenews.it
e segui la pagina Facebook ufficiale
https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWebb

Condividi su:
Elvira Zammarano

Elvira Zammarano

Lascia un commento