La giustizia che non si limita a punire, ma che prova a ricucire fratture, ricostruire fiducia e restituire centralità alle relazioni umane, approda a Foggia con una due giorni di studio e confronto che mette al centro uno dei temi più innovativi del dibattito giuridico e sociale contemporaneo. Oggi e domani il capoluogo dauno diventa laboratorio di riflessione sulla giustizia riparativa, un approccio che guarda oltre la sanzione per interrogarsi sulle ferite prodotte dal conflitto e sulle possibilità concrete di rigenerazione delle comunità.
L’iniziativa, intitolata “Ricostruire legami, ricostruire comunità. Giustizia riparativa tra riflessione e realtà”, è promossa dalla Consulta Provinciale per la Legalità insieme a Libera, CSV Foggia, Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e UEPE Foggia, con il patrocinio del Comune. Il primo appuntamento è in programma oggi alle 16 negli spazi di Palazzo Dogana, mentre domani, a partire dalle 10, il confronto proseguirà nella sala “Mazza” del Museo Civico.
La due giorni nasce dall’esigenza condivisa di offrire al territorio un’occasione qualificata di approfondimento su un modello di giustizia capace di affrontare le fragilità sociali contemporanee con strumenti nuovi. In un contesto segnato da conflitti, marginalità e sfiducia, la giustizia riparativa viene proposta come pratica concreta di responsabilizzazione, riconciliazione e ricostruzione del tessuto sociale, mettendo al centro la persona e la comunità coinvolta nel reato.
Il cuore dell’iniziativa è il dialogo tra mondi diversi: istituzioni, operatori della giustizia, realtà associative e cittadinanza attiva. Un confronto aperto che intende superare la visione esclusivamente punitiva per interrogarsi su come favorire percorsi di consapevolezza e riparazione, capaci di incidere realmente sulla coesione sociale e sulla prevenzione dei conflitti futuri.
A portare contributi di alto profilo saranno figure di rilievo nazionale nel campo della giustizia riparativa. Tra gli interventi previsti quelli di Marco Bouchard, già magistrato e presidente della Rete Dafne Italia, di Luciana Breggia, già magistrata e formatrice, di Ilaria De Vanna, esperta del settore, di Giuseppe Di Leo, direttore dell’ULEPE di Foggia, e di Anna Coppola De Vanna, direttore scientifico di CRISI. I lavori saranno coordinati da Daniela Marcone, referente nazionale per il settore Memoria di Libera, che guiderà il dialogo tra i relatori e il pubblico.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare una cultura della giustizia che sappia andare oltre la logica della mera punizione, promuovendo percorsi di responsabilità condivisa e di ricostruzione dei legami sociali. Una prospettiva che riconosce il valore del confronto, dell’ascolto e della partecipazione come strumenti fondamentali per la rigenerazione delle comunità locali.
In questo senso, l’appuntamento di Foggia si propone non solo come momento di studio, ma come occasione concreta per seminare pratiche e visioni capaci di incidere nel lungo periodo, offrendo al territorio strumenti culturali e operativi per affrontare le sfide della legalità con uno sguardo più umano e inclusivo
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