Un addio indimenticabile e l’inizio di tutto: il mio omaggio a Sophie Kinsella

Ci sono amori che sbocciano inaspettati, e il mio per la lettura è nato un giorno qualunque, grazie a lei. Ho sempre letto, ma innamorarmi, innamorarmi davvero della lettura, è successo solo con Sophie Kinsella. Non importa quanto i miei gusti si siano evoluti abbracciando generi più complessi e diversi nel tempo: è da lei che è cominciato tutto, è da lei e per lei a cui adesso rendo omaggio.

L’autrice che ha firmato il successo di “I Love Shopping”, conosciuta come Sophie Kinsella — unione del suo secondo nome e del cognome della madre, Patricia B. Kinsella — in realtà era Madeleine Sophie Wickham, la primogenita di David R. Townley, laureata a Oxford che, dopo il giornalismo finanziario, ha rivoluzionato il chick lit a partire dal 2000.

Pur avendo pubblicato sette romanzi con il suo vero nome, e con il film uscito nel 2009 tratto dalla serie “I Love Shopping” a renderla celebre, io ho divorato ogni sua opera, amando in particolare gli autoconclusivi, da “Ti ricordi di me?” a “Ho il tuo numero”, fino a “Sai tenere un segreto?” e “La ragazza fantasma”. Sophie è stata l’unica a saper raccontare i rapporti umani con un equilibrio sublime di ironia e leggerezza, senza mai sacrificare la profondità.

Era la migliore nel suo genere perché sapeva infondere nelle sue storie un garbo, una pulizia e un romanticismo che non scadevano mai nel volgare, creando personaggi complessi — donne all’inizio goffe ma poi forti — e delineando con delicatezza non solo le relazioni di coppia ma anche i legami familiari e sociali: tra sorelle, genitori, figli, cognati e amici. L’amicizia, in particolare, era sempre un pilastro delle sue storie.

Attraverso i suoi libri, la mia vita si è arricchita di un mondo intero: ho imparato ad amare l’Inghilterra intera. Quella che prima era una città sulla mappa è diventata un luogo dell’anima: dalle luci vibranti di Piccadilly Circus ai grattacieli della City, dal fascino bohémien di Notting Hill ai quartieri eleganti come Mayfair e Fulham.

Ho amato tutto: i suoi luoghi, i suoi cieli, il Tamigi, i monumenti come il London Eye e il London Bridge, le placide regioni verdi della campagna nei dintorni di Londra, e persino la mistica lontananza della Scozia. La Kinsella mi ha fatto scoprire e amare ogni sua sfumatura, fino ai sapori: ho scoperto di amare i dolci biscotti al burro, dei brownies e dei cookies.

Addirittura, il mio profumo storico, quello che porto da venticinque anni, l’ho scoperto grazie a una delle sue storie, ed è un profumo inglese, ovviamente. L’ho amata perché i suoi romanzi sono sempre stati il mio toccasana, una vera coccola che aspettavo con trepidazione in ogni momento difficile della vita, sapendo che mi avrebbero fatto sorridere nel modo unico che solo lei sapeva creare.

Sapevamo della sua battaglia, del glioblastoma che l’aveva colpita, e l’ho percepito. Basti pensare a romanzi come “Sorprendimi”, uno dei suoi ultimi lavori, in cui si evinceva chiaramente una maturità e una crescita narrativa che preannunciava una fase nuova e più complessa della sua scrittura. Tuttavia, è stato leggendo “Cosa si prova” che l’ho sentita sulla pelle: era diverso, più introspettivo, più triste, privo della consueta ironia.

La protagonista del libro, pur se non narrato come sua storia diretta, affrontava chiaramente il tema del cancro, rendendo l’opera il suo toccante, seppur velato, testamento emotivo, come se lei sapesse che quello era il suo ultimo saluto. Il 10 dicembre 2025, Madeleine Sophie Wickham – madre di tre figli e moglie – ci ha lasciati nella sua casa nel Dorset, in Inghilterra, due giorni prima di compiere 56 anni, a causa delle complicazioni della malattia.

Adesso, so con una tristezza immensa che la gioia di quella trepidante attesa si è spenta per sempre. Non avrò più la sua penna a farmi da faro, la certezza che un suo nuovo libro potesse alleggerire il peso di ogni momento difficile. Il vuoto che Sophie Kinsella lascia non è solo un vuoto letterario, è un vuoto emotivo, incolmabile.

Nessuno, in questo genere, potrà mai sostituirla, perché Sophie Kinsella era un talento unico e irripetibile. E il fatto che sia stata l’inizio di tutto, la scintilla della mia passione per la lettura, rende la sua perdita un addio non solo a una grande autrice, ma a una parte fondamentale della mia storia personale. Un addio, dolce e straziante, a cui non ero assolutamente pronta.

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Foto dell'autore

Anna Caprioli

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