La Teologia di Roberta Simini: il senso dell’attesa con Giovanni Battista, ultimo dei profeti e primo testimone di Cristo

Le ultime due domeniche di Avvento ci propongono la riflessione sulla figura di Giovanni, il Battista.

Fin dal seno di sua madre, Elisabetta, cugina di Maria, Giovanni ha ricevuto la rivelazione dell’imminente nascita del Messia. Egli esulta, le profezie stanno per compiersi.

Giovanni, crescendo, diviene un profeta. Dopo quattro secoli di silenzio, Dio parla attraverso Giovanni, l’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento. Giovanni è a cavallo tra due economie, l’antica, segnata dalle Legge di Mosè e la nuova, l’economia della definitiva salvezza ad opera di Gesù.

Giovanni ha la missione di preparare il popolo alla venuta del Messia e la svolge con impegno totale, fino all’effusione del sangue, per testimoniare la verità delle Scritture, la validità della Legge.

Giovanni dichiara più volte l’identità messianica di Gesù, sia da uomo libero che in prigionia.

Manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù una conferma: Sei tu, o dobbiamo aspettare un altro?

La risposta di Gesù non lascia spazio al dubbio: i ciechi vedono, gli storpi camminano e alle genti è annunziata la lieta novella.

Ma Gesù, in modo sorprendente aggiunge: Tra i nati di donna nessuno è più grande di Giovanni il Battista, ma nel Regno dei cieli, il più piccolo è più grande di lui.

Non è facile capire immediatamente perché Gesù dica così di Giovanni, a chi si riferisce, con nel Regno dei cieli? Forse agli angeli?

Giovanni è passato nell’eternità prima che si compisse la redenzione dell’umanità, egli attende con i giusti, i profeti e i patriarchi che avvenga ciò che hanno predetto, hanno ricevuto in rivelazione, ma non hanno visto concretamente. Giovanni attende, certo in una situazione di serena fiducia, ma non è ancora nel compimento delle promesse. Entrerà nel Regno con Abramo e i profeti, potrà contemplare la Gloria di Dio, gli verranno rivelati tutti i misteri, dalla creazione alla redenzione, alla storia futura del mondo, ma non è ancora giunto quel momento.

Nel Regno dei cieli invece tutto è presente, tutto è già compiuto, per questo il più piccolo è più grande di lui.

È più grande di lui, ma come sarà, quando sarà compiuta la salvezza e saranno spalancate le porte del Regno, questo non è dato di saperlo, una cosa è certa, egli è il più grande tra i nati di donna.

Che ci protegga dal suo seggio di gloria, affinché anche noi diveniamo degni del Regno dei cieli.

Il Natale si avvicina, la quarta domenica d’Avvento precede il Natale di pochi giorni.

Attendiamo con gioia la Salvezza che ci è stata donata. Questa è la domenica della gioia, Cristo viene, Cristo regna, Cristo trionfa.

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Roberta Simini

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