Bomba a mano vicino lo studio del sindaco di Ostuni, Pomes: indagini in corso

Il sindaco di Ostuni Angelo Pomes pesantemente minacciato

L’ordigno, rinvenuto da un passante, è stato rimosso in sicurezza. Gli investigatori non hanno dubbi che si tratti di un grave atto intimidatorio nei confronti del primo cittadino.

Un allarme ha scosso la serata di ieri, venerdì 15 agosto, a Ostuni, dove una bomba a mano è stata trovata nei pressi dello studio professionale del sindaco, Angelo Pomes. Il grave episodio è avvenuto in via Giovanni Palatucci, una stradina situata a poche decine di metri da Palazzo di Città. La scoperta dell’ordigno è stata fatta da un uomo che aveva parcheggiato la propria auto nelle vicinanze, poco prima che gli artificieri potessero intervenire per rimuoverlo in totale sicurezza.

Le indagini, condotte dagli agenti del locale commissariato di Polizia e coordinate dal vice questore Michele Marinelli, non lasciano dubbi. Per gli investigatori si tratta di un’intimidazione diretta al primo cittadino. Il fatto arriva a poca distanza da un precedente episodio, avvenuto alla vigilia di Ferragosto, quando una telefonata anonima aveva segnalato un ordigno all’interno del Palazzo di Città, rivelatosi poi un falso allarme.

L’intimidazione ha generato una reazione corale nel mondo politico. Il segretario regionale del PD Pugliese, Domenico De Santis, ha espresso ferma condanna, sottolineando che l’atto è il 31° episodio contro un amministratore del suo partito in Puglia. “Colpire un sindaco significa colpire una comunità e la democrazia. Non permetteremo a nessuno di condizionare le decisioni pubbliche con la violenza”, ha dichiarato. De Santis ha poi aggiunto che la Puglia è una delle regioni con il più alto numero di minacce contro gli amministratori locali, un fenomeno “tutt’altro che episodico”.

Anche l’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle, Valentina Palmisano, ha espresso piena solidarietà al sindaco e alla sua famiglia, definendo l’episodio “di inaudita violenza”. Lo stesso sentimento è stato condiviso da Alessandro Leoci, capogruppo di Con alla Regione Puglia, che ha ribadito l’intollerabilità di vivere e lavorare sotto minaccia. I messaggi unanimi da parte dei gruppi politici “Per Ostuni” e “Psi Ostuni” hanno ribadito, pur nella diversità politica, che ogni forma di violenza e pressione è inaccettabile e va respinta con decisione. Le dichiarazioni di solidarietà si sono estese anche ai rappresentanti della Provincia e ai sindaci del Brindisino, che hanno definito l’atto un vero e proprio “attentato ai meccanismi e al corretto funzionamento della democrazia”.

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Elvira Zammarano

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