Tesori sommersi: La Gdf recupera reperti storici nel Mare Salentino

La Gdf recupera importanti Tesori sommersi nel mare salentino

Un’operazione congiunta a Gallipoli riporta alla luce antichi cannoni, frutto di sinergia tra enti e la preziosa segnalazione di un cittadino.

Il mare non restituisce solo storie, ma a volte anche preziosi frammenti del passato. Nelle scorse settimane, un’operazione complessa e delicata nelle acque salentine ha permesso il recupero di alcuni pezzi di artiglieria risalenti ai se secoli XVII-XVIII. Un successo che sottolinea l’importanza della collaborazione tra diverse realtà e, in particolare, l’efficacia del lavoro svolto dalla Guardia di Finanza.

Le attività, dirette dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce e regolamentate da un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Gallipoli, sono state materialmente eseguite dalla società ASPS Archaeo Services. Ma un ruolo fondamentale e insostituibile è stato svolto dal supporto della Guardia di Finanza, con la Sezione operativa navale di Gallipoli e il II Nucleo Sommozzatori di Taranto in prima linea. Sono stati i loro specialisti, con la loro perizia e le loro attrezzature, a garantire la sicurezza e la precisione del recupero in un ambiente complesso come quello sottomarino.

I reperti non erano sconosciuti: erano stati prontamente individuati, segnalati e monitorati da un attento cittadino residente nelle vicinanze del luogo del ritrovamento. La sua segnalazione ha innescato una serie di verifiche da parte dell’Ufficio Locale Marittimo di Ugento, che ha tempestivamente informato le autorità competenti. Questa tempestività del cittadino è un esempio brillante di senso civico, dimostrando quanto sia cruciale il contributo di ognuno nella salvaguardia del nostro patrimonio. Quante altre ricchezze giacciono ancora in attesa di essere scoperte, protette o riportate alla luce?

Il recupero di questi antichi cannoni ha un duplice valore. Da un lato, ha scongiurato il rischio che questi preziosi manufatti subissero danneggiamenti o, peggio ancora, venissero trafugati e immessi nel mercato illegale, un pericolo sempre in agguato per i beni archeologici. Dall’altro, ha permesso l’acquisizione di dati fondamentali che saranno oggetto di futuri studi e approfondimenti, arricchendo la nostra conoscenza storica.

Questa operazione si inserisce perfettamente nel contesto del recente Protocollo d’intesa siglato il 7 luglio 2025 tra il Ministero della Cultura, rappresentato dal Ministro Alessandro Giuli, e la Guardia di Finanza, con il Comandante Generale Andrea De Gennaro. L’accordo mira a rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, spesso minacciato da illeciti e incuria. Questa vicenda salentina ne è una prova tangibile, un esempio concreto di come la sinergia tra enti e la partecipazione attiva dei cittadini possano portare a risultati eccellenti. È un monito e, al tempo stesso, un incoraggiamento: proteggere la nostra storia è un impegno comune

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Anna Caprioli

Anna Caprioli

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