Sgombero a Casamassima a lieto fine con un tocco di umanità
Un’operazione coordinata restituisce l’immobile all’ARCA Puglia, mentre l’attenzione resta alta sulle dinamiche sociali.
Un’operazione delicata, non casuale, si è consumata ieri mattina nel comune di Casamassima. Un immobile, di proprietà dell’ARCA Puglia, occupato da una famiglia di quattro persone, è stato sgomberato.
Dopo un decreto di rilascio ben pianificato, con intese già definite, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, la Prefettura e la Questura, mediante l’attivazione di un tavolo tecnico, avevano dato il via libera
La Polizia di Stato ha guidato l’operazione. L’Arma dei Carabinieri ha fornito un supporto essenziale. Non erano soli. Una squadra dei Vigili del Fuoco era presente. La loro competenza è stata importante per ogni evenienza. Anche la Polizia Locale ha svolto un ruolo chiave. Hanno gestito la viabilità, evitando disagi.
Ma al di là della logistica, c’è un aspetto umano. Unità del P.I.S. – Pronto Intervento Sociale del Comune di Casamassima erano sul posto. Il loro compito era fornire assistenza. C’era un’ambulanza, con personale medico pronto. Questo dimostra un’attenzione concreta, poichè ogni operazione, per quanto necessaria, deve sempre considerare le persone coinvolte.
L’operazione ha avuto i suoi momenti di tensione in quanto gli occupanti hanno mostrato resistenza. Non volevano lasciare l’immobile. Nonostante ciò, tutto si è svolto regolarmente. Il rispetto delle disposizioni di legge era prioritario. La tutela delle persone ha guidato ogni azione. Questo equilibrio è sempre una sfida.
L’immobile è stato quindi riconsegnato all’ente proprietario. Ora sarà assegnato seguendo le procedure previste dalla normativa vigente. Questo episodio non è isolato purtroppo. Le operazioni di riacquisizione continuano per tutti quei beni occupati abusivamente. O quelli oggetto di confisca e sequestro. Questo avviene in tutta la Città Metropolitana.
La legalità richiede un percorso costante. Richiede impegno e coordinamento. E richiede anche una sensibilità per le storie personali.
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