Arrestati ex assessore Pisicchio e fratello
Nuovi sviluppi nell’inchiesta giudiziaria che sconvolge la politica regionale con accuse di corruzione e truffa
La politica pugliese è di nuovo nel mirino della giustizia, con uno scandalo ‘nuovo di zecca’ che ha portato agli arresti domiciliari l’ex assessore della Regione Puglia e leader di Senso Civico, Alfonso Pisicchio, insieme a suo fratello Enzo. La Procura di Bari ha emesso un’ordinanza che li coinvolge, insieme ad altre cinque persone, in una serie di reati che includono corruzione, truffa e turbata libertà degli incanti.
Prima di essere sottoposto agli arresti, Alfonso Pisicchio aveva rassegnato le dimissioni dalla guida dell’Agenzia per la Tecnologia della Puglia, sottolineando che la sua decisione non era dettata da motivazioni oscure.
L’indagine della Procura di Bari si concentra su tre presunti appalti truccati, che coinvolgono diverse figure chiave, tra cui Cosimo Napoletano di Monopoli è stato incarcerato, mentre i fratelli Pisicchio, insieme a Francesco Catanese di Bari e all’imprenditore Giovanni Riefoli, si trovano agli arresti domiciliari. Vincenzo Iannuzzi e Grazia Palmitessa sono stati invece interdetti dall’attività professionale per un anno.
Secondo l’ordinanza firmata dalla giudice Ilaria Casu del tribunale di Bari, Alfonso Pisicchio è accusato di aver utilizzato la sua influenza politica per favorire determinate imprese in cambio di sostegno elettorale. Suo fratello Enzo è stato indicato come il tramite attraverso cui queste operazioni venivano messe in atto, nel tentativo di celare il coinvolgimento di Alfonso.
Le indagini hanno portato anche al sequestro di beni per un valore di 800 mila euro. È emerso che una gara d’appalto del Comune di Bari, riguardante l’affidamento delle attività di supporto per la gestione e riscossione dei tributi, è stata manipolata. Francesco Catanese, responsabile del procedimento, avrebbe redatto il bando in modo da favorire un imprenditore in cambio di vantaggi personali, come l’assunzione di familiari. Inoltre, si sospetta che i fratelli Pisicchio abbiano agito da intermediari nel processo, ricevendo denaro e promesse di assunzione in cambio di informazioni riservate.
Le accuse riguardano anche l’emissione di polizze fideiussorie false, utilizzate per ottenere finanziamenti dalla Regione Puglia. Questi nuovi sviluppi nell’inchiesta giudiziaria gettano ulteriormente discredito sulla classe politica regionale, sollevando infiniti interrogativi sulla trasparenza e l’integrità delle istituzioni locali.
Arrestati ex assessore Pisicchio e fratello