Territorio a rischio
La risposta si chiama Cartografia Geologica aggiornata: un progetto (Carg) fermo da anni anche nella Regione Puglia.
Mentre ad Ischia continua l’affannosa ricerca dei dispersi e il numero delle vittime aumenta di giorno in giorno, siamo stanchi della solita retorica di circostanza sulle giovani vite spezzate e sulle lacrime di chi ha perso i propri cari.
Ci restano domande con risposta ‘aperta’, prima tra tutte se si poteva evitare quanto accaduto a Casamicciola. Agli organi inquirenti spetta il compito di cercare le cause che hanno determinato il disastro e, all’esito delle indagini, saranno ascritte eventuali responsabilità. Del resto era già accaduto nel 2009. Dunque, quello odierno, un disastro prevedibile?
Per certo sappiamo che l’assetto del territorio è in continuo divenire per effetto dell’eccessiva cementificazione, dell’urbanizzazione disordinata, del disboscamento, dell’insufficiente manutenzione dei corsi d’acqua e, ci permettiamo di aggiungere, anche dei cambiamenti climatici.
“Il problema non è circoscritto alla sola Campania – spiega Giovanna Amedei, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia – ma anche alle altre regioni. Negli ultimi anni sono stati previsti interventi sulla mitigazione del rischio idrogeologico ritenendo i cambiamenti climatici, all’origine di tutti i mali. Invece – ribadisce Amadei -, urbanizzazione selvaggia e cementificazione indiscriminata, spesso espressione di una pianificazione ‘poco o per nulla attenta’, hanno cancellato l’originario assetto del territorio, sconvolgendo le naturali vie di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche. A ciò vanno aggiunti anche il disboscamento, l’assenza o l’insufficiente manutenzione dei corsi d’acqua e dei principali impluvi, la cattiva progettazione e la quasi assente manutenzione delle infrastrutture. Tutto ciò – dice ancora – è allarmante, ma lo è ancora di più in considerazione del fatto che in gran parte d’Italia, come in Puglia, è assente uno dei più importanti strumenti alla base di una corretta pianificazione territoriale, una cartografia geologica aggiornata”.
Proprio in un Convegno piuttosto recente, si è parlato del Progetto Carg – Cartografia geologica e geotematica, avviato alla fine degli anni ´80, a rischio, ora, per assenza di nuovi finanziamenti. Si tratta della realizzazione e pubblicazione della cartografia geologica dell’intero Paese in scala 1:50.000, che avrebbe dovuto sostituire la vecchia in scala 1:100.000, realizzata dal Servizio geologico d’Italia tra il 1877 e 1976.
Un progetto ormai fermo da diversi anni. Il territorio pugliese è interessato da 54 fogli cartografici in scala 1:50.000, molti dei quali rappresentano aree delle Regioni confinanti. Dopo quasi quarant’anni, di questi 54 fogli ne sono stati pubblicati, sul web e/o stampati su supporto cartaceo, solo 14 (attualmente sembra in corso di realizzazione un unico foglio!)
Per Giovanna Amedei, “Solo una carta geologica aggiornata per una corretta pianificazione territoriale, rappresenta, al momento, uno strumento fondamentale”, questo consentirebbe, “di acquisire informazioni sulla natura dell’immediato sottosuolo, la propensione ai cedimenti, all’erosione e al dissesto”.
A questo punto, è evidente che non sarebbe pensabile progettare un nuovo quartiere cittadino o nuove zone industriali senza conoscere i processi geomorfologici in atto come erosione costiera, tendenza al dissesto e franamenti, erosione ed esondazione fluviale.
“La conoscenza di base, sistematica e aggiornata, dell’ambiente fisico, suolo, sottosuolo e acque sotterranee – aggiunge Giovanna Amedei – è fondamentale per la progettazione di interventi di prevenzione, riduzione e mitigazione del rischio idrogeologico e del rischio terremoti”.
In considerazione che il costo economico e sociale per attuare azioni di prevenzione e mitigazione è certamente inferiore a quello necessario per fronteggiare situazioni emergenziali, confidiamo in una pronta ripresa degli studi geologici per la nostra regione come per il resto dei territori italiani.