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Intervista a Roberta Romeo, sul suo “Incontri d’ Arte” (per chi ne sa qualcosa, poco o quasi niente), in vendita in libreria e negli store on-line

 

Intervista a Roberta Romeo

Con “Incontri d’Arte”, il libro di Roberta Romeo, edito Palomar, si viaggia alla scoperta di capolavori senza tempo. Un’occasione per fare amicizia con l’Arte che “non è mai uguale a sé stessa, resta viva perché tale è lo spirito umano.

Roberta Romeo, nasce a Moncalieri (TO), Diplomata all’Accademia di Belle Arti in Pittura, attualmente è Docente di Arte ed Immagine alla Scuola Secondaria di primo grado.
Al debutto con il suo primo libro, le domandiamo quando e com’è nato il desiderio di scrivere un libro sulla pittura.

Intervista a Roberta Romeo, sul suo “Incontri d’ Arte” (per chi ne sa qualcosa, poco o quasi niente), in vendita in libreria e negli store on-line

L’idea mi è venuta in un pomeriggio, poco prima di una riunione a scuola, in un’epoca ben precedente al Covid, per cui le riunioni non erano ancora online. Approfittavo dell’attesa per approntare un pò di lavoro per le mie classi. Ben più interessante il modo in cui ha preso forma il progetto. Più che un desiderio è stato un pensiero. Perché, mi son detta, non organizzare tutto questo “parlar d’arte” e trasformarlo in un libro? Perché non abbattere idealmente le pareti delle aule, condividendo ciò che conosco meglio con potenziali lettori, curiosi di questi argomenti? L’idea ha preso sempre più corpo e si è trasformata in una vera e propria sfida con me stessa. Del resto, l’arte è sempre stata la mia passione e riesco anche discretamente a farne comunicazione. Dunque, “Incontri d’arte” nasce dall’unione del fascino, della sfida, della perseveranza, della pazienza e per l’ infinito amore verso la ricerca”.

Un interesse “primordiale” trova spazi di crescita se adeguatamente incoraggiato?

La mia esperienza come insegnante mi ha fatto comprendere che, molte volte, bisogna partire ben prima dell’ “interesse primordiale”. Anzi, spesso questo va addirittura suscitato, perché nella maggioranza alunni non è affatto spontaneo. Quindi, si comincia dalla scelta delle parole giuste, con la consapevolezza che la familiarità con la materia va costruita da zero. Il fatto di rivolgermi a potenziali lettori, già interessati, mi ha fatto sentire avvantaggiata! Ma si sa che un interesse primordiale può anche facilmente scoraggiarsi, per cui l’approccio doveva per forza essere semplice, senza rinunciare a nessun aspetto in merito alla competenza.

Quali sono stati i criteri seguiti nella scelta dei capolavori pubblicati nel libro?

“Accessibilità, leggerezza e scorrevolezza. Ho scelto volutamente di non seguire un ordine cronologico e di accostare fra loro artisti molto diversi e lontani nel tempo fra loro.  Ogni mini-capitolo presenta un autore,  raccontato attraverso una singola opera. Il lettore può anche decidere di non rispettare la sequenza proposta, e seguire le proprie preferenze nello scorrere il testo. C’è anche spazio per qualche sorriso. Insomma, tredici Incontri, per avere l’occasione di poter “fare amicizia” con l’arte”.

Arte e Scuola: i giovani sono ormai fortemente influenzati dalla tecnologia e da quanto in essa veicolato,  eppure l’Arte, quando la s’incontra per davvero elargisce come un premio,  una sensibilità diversa che porta con sè conoscenza e consapevolezza. Lei la definisce come una scintilla in grado di trasformare i suoi studenti, ce la racconta?

“Arte e Scuola: un rapporto tutto da ridefinire… Un Paese come l’Italia, detentore di un Patrimonio  immenso, dovrebbe dare all’arte uno spazio più ampio nella scuola. È una materia che prima di conoscere bisogna scoprire. L’arte è il racconto del mondo attraverso la creatività degli uomini, in cui eventi, storie, persone, sentimenti, luoghi reali o di fantasia prendono forme sempre diverse. Guido i miei alunni verso la soglia ideale di quel mondo  e li porto con me  in questo viaggio. È come se aprissero gli occhi per la prima volta. Ecco la scintilla: gli occhi vedono e con esso anche mente e cuore”.

Se la Professoressa Romeo fosse un quadro, quale sarebbe?

“Bella domanda! Direi che mi ritrovo molto ne “La Tempesta” di Giorgione. C’è un grande senso di pace, nonostante il lampo che squarcia il cielo. Non è tuttora chiaro il significato del dipinto, ma è evidente la ricerca di un equilibrio fra elementi opposti. Il mio modo di essere è molto simile”.

Esiste un suo pittore preferito?

Impossibile dare una risposta univoca. La storia dell’arte è talmente vasta. No, non si può fare un nome solo. Nel libro ho scritto che l’amore artistico non può essere monogamo. Ci possono essere tanti amori d’arte da vivere solo in questi casi l’infedeltà”, è assolutamente consentita”.

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Foto dell'autore

Marianna Scipioni

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