Triggiano, voto di scambio al prezzo di 50 euro, decine di perquisizioni, anche a casa di Sindaco e consiglieri

Triggiano, 50 euro a voto, perquisizioni a casa del Sindaco e dei consiglieri

Da stamattina, oltre 50 Carabinieri del Comando Provinciale di Bari sono impegnati in decine di perquisizioni domiciliari, su mandato della Procura della Repubblica, per un’indagine che ha svelato gravi illeciti (compravendita di voti) durante le ultime elezioni tenutesi nella provincia di Bari.

Tra le persone sottoposte a perquisizione domiciliare, Antonio Donatelli, il neo sindaco rieletto a Triggiano, i consiglieri comunali Angela Napoletano, Antonio Fortunato ed il manager Alessandro Cataldo, ritenuto, dagli inquirenti il deus ex machina del collaudato sistema di ‘compravendita voti’.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Sezione di P.G. di Bari, con l’approssimarsi delle elezioni amministrative dello scorso ottobre 2021, nei cinque Comuni dell’area metropolitana di Bari, tra cui Triggiano, sono iniziate e diventate pressanti, quando i Pubblici Ministeri hanno scoperto l’esistenza di un meccanismo, che sarebbe stato architettato e realizzato nelle ultime campagne elettorali dal “creatore” del movimento politico “Sud al Centro”. Si tratta di un sofisticato sistema che consentiva di indirizzare i voti degli elettori a favore dei candidati da sostenere, previo pagamento di denaro.

Tra l’altro, il partito politico, dopo le elezioni amministrative del 2019, era stato già al centro di una precedente inchiesta, con 50 persone indagate per corruzione elettorale, quando, al I Municipio di Bari, fu eletto con la stessa lista, Carlo De Giosa, ritenuto vicino all’assessora regionale ai Trasporti e Mobilità Sostenibile, Anna Maurodinoia (non indagata).

Questa volta l’attenzione degli inquirenti si è concentrata su Triggiano, Comune di residenza di Cataldo, che aveva più volte manifestato di adoperarsi affinchè il Sindaco uscente fosse rieletto e che per raggiungere l’obiettivo avrebbe potuto adottare quel collaudato ‘sistema di corruzione elettorale’, su cui Magistratura e Carabinieri indagavano. In effetti, le indagini hanno permesso di documentare l’attivazione di una rete di “gregari” adoperati per individuare e contattare quei cittadini triggianesi disposti a dare il loro consenso  al candidato sostenuto in cambio di 50 euro a voto.

Il ritrovamento di diverso materiale elettorale scomodo, fugacemente e clandestinamente buttato, presumibilmente, dai gregari di Cataldo, avvenuto la sera del 6 ottobre, in un cassone stradale di raccolta indifferenziata, collocato in un piazzale buio ed isolato a San Giorgio, ha fornito ai carabinieri ulteriori e fondamentali elementi indiziari.

Infatti, i militari dopo aver trovato frammenti di fotocopie relative a documenti d’identità e codici fiscali di cittadini triggianesi, manoscritti riportanti nomi e recapiti di persone, documentazione personale di Sandro Cataldo e di Anna Maurodinoia, un consistente numero di cartelloni, fac-simile di schede e volantini di propaganda elettorale delle consultazioni amministrative appena svolte a Triggiano, relativo ai candidati di “Triggiano al Centro” e “CON Donatelli Sindaco”, hanno potuto risalire all’illecito elettorale.

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Elvira Zammarano

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