Home Cronaca Bari, Siringa in un sedile di un’altalena del giardino “Montalcini” di via G. Petroni,  la ribellione di un papà
Siringa su altalena

Bari, Siringa in un sedile di un’altalena del giardino “Montalcini” di via G. Petroni,  la ribellione di un papà

da Elvira Zammarano

Siringa alatalena

Sono le amarissime parole di un papà, G.A.T., pubblicate sulla sua pagina FB, che con rabbia ha denunciato un episodio di pura inciviltà (e cattiveria) a cui, francamente, noi persone per bene, non ci abitueremo mai.

L’episodio è accaduto ieri, intorno alle 18.30, quando padre e figlio – un bambino di sette anni – si sono recati presso il giardinetto intitolato a “Rita Levi Montalcini”, proprio vicino al supermercato “Famila” di via Giulio Petroni. “C’erano altri bimbetti”, racconta l’uomo, “tutti smaniosi, come il mio, di giocare”.

“Mi sono avvicinato all’altalena, rimasta stranamente, vuota e, oltre alle varie crepe e rotture, noto che sul sedile è conficcata una siringa”.

“Posto che anche un sedile rotto può procurare escoriazioni e comunque danni ai bambini”, racconta l’uomo, “il fatto di vedere quella siringa, messa lì, appositamente da qualche depravato spinto dall’unico desiderio di spaventare, se non addirittura procurare dolore ad un piccolo, mi ha fatto ribollire il sangue”.

“Il bene pubblico”, insiste il papà, “specie quello destinato ai più piccoli deve essere maggiormente tutelato”. “Bisognerebbe, tra l’altro, insegnare ai ragazzotti, circolanti nei paraggi, di non utilizzare in modo convulso e improprio i giochi destinati ai bambini piccoli, accompagnati dagli adulti. Così come’è vergognoso che i genitori di questi perditempo non insegnino le dovute maniere e il rispetto per la cosa pubblica”.

“Poi – continua il papà – l’immagine di quella siringa conficcata nel sedile dell’altalena mi fatto percepire la volontà dell’autore a fare male, del suo disprezzo per l’infanzia e il desiderio di distruzione di un mondo che noi genitori sensati, cerchiamo di difendere a denti stretti”.

“Infine”, aggiunge, “abbiamo chiamato i Vigili per la denuncia, che hanno verbalizzato e transennato l’altalena, tra i pianti dei bambini che avrebbero voluto utilizzarla. Fino alle 21, però, tutto è rimasto così, e nessuno si è presentato per sanificare il gioco. Potete immaginare il senso di ribellione che ho provato in quel momento rispetto ad una ingiustizia perpetrata a danno dei nostri piccoli, o meglio, al loro mondo, fatto essenzialmente di sogni”.

“No”, conclude G.A.T., “non va bene, perché questo è sinonimo di una società allo sbando. Deturpare un giardino tranquillo, tutto recintato e sicuro, dove la gente ci va volentieri proprio per questo, è una indecenza. Secondo me l’episodio la dice lunga sulla considerazione che oggi si ha dell’infanzia. Ad ogni modo, voglio far sapere a questi delinquenti che devono stare attenti, poichè al mondo esistono persone come me, che non tollerano che si faccia male, anche solo indirettamente, ad un bambino”.

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