La Xylella ormai è un problema europeo, una minaccia per tutta l’olivicoltura mediterranea ed europea. Tutti i trattamenti sperimentati ad oggi, riducono i sintomi, ma non sconfiggono la malattia batterica, pertanto solo l’applicazione tempestiva delle misure di controllo UE, sono l’unico modo per fermare la malattia. L’Autorità Europea per la sicurezza alimentare “EFSA” ha invitato a non abbassare la guardia in nessun caso per fronteggiare questa endemia, che ha messo in ginocchio un settore trainante dell’economia. Per il Presidente della Federazione Nazionale Olivicola di Confagricoltura, “il controllo costante e la distruzione delle piante contaminate, nonché di qualunque altro materiale possa essere veicolo di diffusione di organismi nocivi, è fondamentale. Serve l’ampliamento delle zone cuscinetto e l’immediata eradicazione entro 30 giorni degli alberi infetti”. Indispensabile si è rivelata la ricerca, con le indagini condotte dal CNR, che ha scientificamente stabilito la correlazione tra il ceppo di Xylella del Salento ed il disseccamento degli ulivi. Importanti anche gli studi condotti in Salento da Aprol, Organizzazione dei produttori. Oltre ad adeguati fondi Europei e nazionali per fronteggiare questa calamità, si chiede a Bruxelles. un maggior rigore, ed impegno, per impedire l’accesso nella UE di nuovi patogeni ed organismi nocivi, soprattutto tramite il materiale vegetativo importato da Paesi terzi. Da segnalare la casella di posta del Ministro Bellanova, intasata da centinaia di Pec di imprenditori agricoli, che chiedono il trasferimento di una parte delle risorse economiche, al Piano Rigenerazione, alla Misura 4.1.C., al sostegno per gli investimenti per la redditività, alla competitività e alla sostenibilità delle aziende olivicole delle zona infette dalla Xylella. In un tavolo di concertazione avviato dalla Regione Puglia, giorni fa è emersa un’altra criticità relativa all’annualità 2016 che non può essere presa in considerazione per gli indennizzi.I regolamenti UE, prevedono che le istanze possono essere pagate entro tre anni dalla presentazione della domanda, questo impensierisce tutti i richiedenti, anche se è emersa la volontà da parte della Regione di superare il problema e recuperare anche l’annualità 2016.