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Cinque buoni motivi per utilizzare in classe un videogame di storia

da da Redazione

Accade sempre più spesso che i docenti di storia facciano i conti con una classe passiva e sonnolenta di fronte ad una “lezione frontale”, ancora tanto amata dalla categoria. Ma è ormai sotto gli occhi di tutti che tale modello non soddisfi più le esigenze di apprendimento dei nostri ragazzi. Essi sono ormai abituati ad avere fugaci e immediate informazioni storiche attraverso smartphone, nella migliore delle ipotesi, o giochi della PS4, nella peggiore delle ipotesi. Di fronte ad un apprendimento veloce e adrenalinico, mediato da questi dispositivi, la lezione frontale perde, come in una facile partita di calcio, 10 a 0.  Da attenta insegnante di Storia, ho provato a chiedere ai miei ragazzi quale idea avessero loro di lezione di storia. Ne è risultato che essi non disprezzano la lezione frontale, perché ha i suoi indubbi privilegi, ma richiedono anche l’esigenza di capire meglio importanti dinamiche, decisioni o stati d’animo che hanno dovuto prendere premier, popoli o categorie sociali e che hanno dato vita agli eventi che conosciamo. Per tutto questo nelle scuole italiane ed europee, si avverte l’esigenza di ripensare alla lezione di storia, per creare strategie e modelli che rispondano meglio alle richieste generazionali. Ma quali, ci si chiede! Bene! Eccovi una risposta che potrebbe incentivare il desiderio di cambiamento, ormai emerso fra noi docenti, attenti al cambiamento della società e alle rivendicazioni degli studenti e i giovani studenti, costretti a cimentarsi con pagine e date storiche: i videogames. È ormai sotto gli occhi di tutti che la didattica laboratoriale e ludica migliori l’apprendimento storico. Tuttavia l’uso dei videogames, soprattutto ai nostalgici della lezione frontale, potrebbe suscitare perplessità. In questo articolo, cercheremo di dimostrare la validità didattica di uno strumento, inteso dal senso comune meramente “ludico”, inutile e che fa perdere “ore preziose” di lezione.Distinguiamo tre categorie di videogames: giochi di ruolo, giochi strategici, simulatori manageriali. Ognuno di questi ha le proprie peculiarità didattico-pedagogiche da analizzare, ma non sarà questa la sede. A noi interessa capire l’effetto costruttivo-trasmissivo che essi posseggono. L’uso opportuno, consapevole e guidato di un videogame al posto di una classica lezione di storia andrebbe bene perché, l’alunno può:
1.Far finta di vestire i panni di un personaggio storico (Re, soldato, ambasciatore ecc…) per imparare a pensare e agire, in uno scenario reale, non commettendo errori, ma progettando scenari possibili.
2.Intraprendere uno “studio di caso”, indagando e selezionare fonti storiografiche. Tutto condito da un alto tasso di adrenalina
3.Migliorare la coordinazione mano-occhio
4.Potenziare le capacità logiche richieste per risolvere gli imprevisti, che emergono durante le scene di combattimento
5.Visualizzare e imparare a riconoscere luoghi e ambienti realmente esistenti
6.Analizzare dinamiche di gruppo, per superare situazioni di conflitto reali
7.Imparare a pianificare strategie utili per risolvere problemi reali, in tempi brevi
8.Imparare a socializzare
9.Imparare  a fare ipotesi per cambiare il corso di eventi realmente accaduti.
10.Imparare a gestire un dibattito costruttivo nel momento del debriefing, o Dopogioco.
Il Debriefing è la parte finale del gioco. Riveste un ruolo decisivo nella lezione di storia poiché in modo sinergico, i ragazzi guidati dall’insegnante, ricostruiscono e ricercano attivamente (come se fossero veri detective) le informazioni storiche e storiografiche apprese-giocando, discriminano la realtà dalla finzione, analizzano i conflitti emersi, ripensano alle scelte fatte, rielaborano le sensazioni e le emozioni emerse. È in questa fase che il livello di adrenalina scende e lascia spazio al sapere storico acquisito finalmente con il sorriso sulle labbra. E già solo per questo, credo valga seriamente la pena di provare ad utilizzare un videogame al posto della lezione frontale.

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4 comments

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Daniela 26 Gennaio 2019 - 20:04

Buonasera, sono Daniela, mamma di un ragazzo di 12 anni. Ho letto questo articolo e ritengo che l’uso dei videogame per insegnare la storia e, perché no, la geografia, sarebbe una valida alternativa alla classica lezione che rende poco “attraente “ la materia! Grazie!

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Rosalba Caricato 28 Gennaio 2019 - 15:07

La lezione frontale x i ragazzi che vivono in un mondo nuovo sembra completamente superata.Usiamo con i bambini/ragazzi i mezzi tecnologici che attirano di + la loro attenzione e capacità di comprensione x arrivare al nostro obiettivo che è la storia viva.Nella mia carriera di insegnante elementare e di lingua inglese ho sempre fatto ricorso ai mezzi tecnologici vicini ai bambini/ragazzi centro del sistema educativo.

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De Masi Rosaria 28 Gennaio 2019 - 22:45

Ormai i ragazzi fanno tantissimo uso della tecnologia e in questo caso ben vengano le insegnanti che sanno fare di questi strumenti buon uso. Complimenti a questa insegnante che riesce a vedere oltre e va tutto bene ciò che può essere costruttivo verso i ragazzi di adesso che ha molto bisogno di queste guide valide.

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Pinuccio 58 29 Gennaio 2019 - 21:03

Gentilissima professoressa Civarelli nel tuo articolo hai detto effettivamente come oggi viene visita tao l’insegnamento in quest’area(chiamiamola moderna). Spero che col tempo tutta questa tecnologia porta dei benefici ma ho dei dubbi.Comunwue complimenti.

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