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Ester Amato

ITINERARIO EBRAICO – Matricola 24268: Ester Amato, quando una storia è la Storia

da Maria Teresa Radogna

M.T. Radogna esperta in ebraismo e didattica della Shoah

Numero di matricola24268: Ester Amato. Un numero che ha in sé una storia, un nome che racconta la Storia: il rastrellamento della comunità ebraica di Rodi il 23 luglio 1944, un viaggio di una settimana su una chiatta adibita al trasporto animale per Atene e da lì, in treno, convoglio n.44R, per  ancora altri quindici giorni, in un carro bestiame,. Destinazione? Judenrampe, Auschwitz. Giunta il 16 Agosto, assieme ai genitori, alla sorella  al fratello e agli zii, è l’unica a non essere selezionata per le camere a gas. Idonea a diventare schiava nelle fabbriche per materiale bellico. A condividere la stessa sorte, con lei, prigioniere provenienti dalla Grecia e dalla Francia. Qui tra stenti e inenarrabili sofferenze sopravvive fino al gennaio del 1945. Si sarebbe portati a pensare, quindi, che sia stata liberata, grazie all’arrivo dei Russi, se non fosse che i Nazisti organizzano le marce della morte, per liquidare più in fretta le migliaia di prigionieri, che altrimenti sarebbe stato complicato far sparire tramite i forni o le fosse comuni. Eppure Ester, con l’ostinazione dei suoi ventitré anni, sopravvive anche a questo ultimo orrore, a questa infinita  crudeltà, che fa della promessa di libertà un’ulteriore strumento di tortura e morte. E’ una delle poche. Tornata a casa, cerca di riprendersi la vita: sposa Enrico Giannotti e diventa madre di Elena, Davide, Giuseppe e Roberto. Ma come ripete sempre, soprattutto ai giovani che incontra perché non si è mai sottratta al dovere di testimoniare, dal crematorio non si esce mai, perché qualunque cosa faccia,  qualunque cosa veda, il suo spirito torna sempre al campo. Nonostante ciò trasforma la sua vita in un dono costante agli altri, sia come testimone che come membro dell’Aned, l’Associazione Nazionale Emodializzati, di cui è stato uno dei pilastri. Già, perché oggi occorre iniziare a parlare di lei al passato, visto che mentre il mondo era in festa per il capodanno, Ester ci lasciava.  Nei prossimi giorni troverà la sua ultima dimora a Rodi, per sua stessa volontà, chiudendo un cerchio durato quasi  97 anni.  Un altro pezzo importante della storia della Shoah che scompare. A noi l’obbligo morale di serbarne memoria perché ciascuno tragga la lezione da testimoniare,  consegnando il ricordo di ciò che è stato alle generazioni orfane di grandi donne come Ester. Baruch Dayan Ha-emet

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