Gdf Taranto, Maxi sequestro gas refrigerante a Castellaneta: magazzino, 43 ton di bombole e 218 mila euro

Un colpo inferto al commercio illegale di gas fluorurati a forte impatto ambientale. I finanzieri della Tenenza di Castellaneta, coordinati dal Comando Provinciale di Taranto, individuano un magazzino clandestino utilizzato per lo stoccaggio e la falsa etichettatura di gas refrigerante di provenienza extra Unione Europea. L’operazione porta al sequestro di 43 tonnellate di materiale, pari a quasi 4 mila bombole, e di 218 mila euro in contanti, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 7 persone.

Le indagini nascono dall’attività di controllo economico del territorio condotta dalle Fiamme Gialle nella zona di Castellaneta. L’attenzione dei militari si concentra sulla diffusione di bombole di gas refrigerante, impiegato nei impianti di climatizzazione e refrigerazione, prive delle indicazioni obbligatorie previste dal Regolamento Europeo 2024/573. La totale assenza dei dati di tracciabilità fa scattare accertamenti mirati sulla provenienza della merce.

I successivi approfondimenti consentono di individuare due aree adibite a deposito e lavorazione abusiva alla periferia della cittadina jonica. Nei capannoni i responsabili confezionavano bombole arrivate dalla Cina, applicando etichette false per certificarne falsamente la produzione in Italia. Durante l’irruzione dei reparti operativi, sei cittadini bulgari colti in flagranza tentano di disfarsi del denaro contante lanciando un grosso scatolone pieno di banconote dal balcone.

Il tempestivo intervento dei finanzieri e l’ausilio del cane antidroga cashdog permettono di recuperare l’intero importo, quantificato in 218 mila euro, subito sottoposto a sequestro preventivo insieme a 3 automobili di grossa cilindrata, centinaia di etichette contraffatte e attrezzature per il travaso. Il quantitativo complessivo di gas refrigerante sottratto al mercato illegale ammonta a 42.786 chilogrammi, suddiviso in bombole dei tipi R134A e R410A. La merce sequestrata, se immessa nei canali di vendita abusivi, avrebbe generato profitti illeciti superiori a 4 milioni di euro.

Complessivamente sette le persone, di cui sei di nazionalità bulgara, deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica. Le accuse ipotizzate dagli inquirenti riguardano la violazione delle norme sulla tutela penale dell’ambiente, la ricettazione e la frode in commercio.

L’intervento delle Fiamme Gialle tutela la sicurezza dei consumatori e previene gravi danni ambientali legati alla dispersione incontrollata di gas nocivi per l’atmosfera. I controlli proseguono per arginare i canali di approvvigionamento illecito. Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e per tutti i soggetti coinvolti vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Aurelio De Sanctis

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