Guardia di Finanza di Taranto esegue arresti domiciliari per un sorvegliato speciale recidivo

Le Fiamme Gialle del comando provinciale tarantino hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un residente locale già sottoposto a regime di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. L’operazione scaturisce da una complessa serie di accertamenti investigativi coordinati dalla magistratura inquirente, che hanno portato alla luce una sequenza di violazioni systematically attuate dall’uomo rispetto alle prescrizioni restrittive pendenti a suo carico.

Inosservanza delle prescrizioni e controlli sul territorio

I finanzieri appartenenti al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto hanno portato a compimento l’esecuzione di un provvedimento cautelare restrittivo, emesso dall’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale ionico dietro formale istanza avanzata dalla locale Procura della Repubblica. L’attività giudiziaria vede al centro un cittadino chiamato a rispondere dell’ipotesi di reato connessa alla reiterata inosservanza delle disposizioni inerenti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con contestuale obbligo di dimora.

Il quadro normativo di riferimento affonda le proprie radici in una pronuncia giurisdizionale resa dal Tribunale di Lecce – Sezione Misure di Prevenzione – divenuta irrevocabile nella primavera del 2024. Tale disposizione aveva stabilito per il destinatario un vincolo quinquennale alla sorveglianza con l’obbligo tassativo di rimanere all’interno del perimetro del comune di abituale residenza. Tra i doveri imposti figurava altresì l’esplicito divieto di allontanamento dal proprio domicilio senza aver prima provveduto ad avvisare tempestivamente gli organi preposti alle verifiche di pubblica sicurezza.

Le capillari verifiche sul campo eseguite dai militari della Guardia di Finanza, svolte sotto la direzione della Procura, hanno consentito di ricostruire dettagliatamente la condotta dell’indagato. Gli accertamenti condotti hanno evidenziato una serie di condotte difformi dai doveri prescritti, sostanziatesi in prolungati e non autorizzati allontanamenti dalla propria dimora, consumati senza alcuna preventiva notifica o giustificazione verso le autorità territoriali.

Alla luce degli elementi probatori compendiati nel fascicolo d’indagine e a seguito dell’espletamento dell’interrogatorio preventivo previsto dalle normative vigenti, il Giudice per le Indagini Preliminari ha ravvisato la sussistenza delle esigenze cautelari, disponendo per l’uomo il regime degli arresti domiciliari.

Occorre precisare che il procedimento penale verte attualmente nella fase delle indagini preliminari e che il provvedimento adottato possiede natura prettamente cautelare e provvisoria. Il giudizio formulato si fonda su un quadro indiziario valutato in termini di gravità e probabilità, senza che ciò costituisca una preventiva affermazione di responsabilità.

Nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta a indagine potrà essere sancita esclusivamente a seguito di un’eventuale sentenza di condanna passata in giudicato.

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Anna Caprioli

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