Elezioni Triggiano, matrimonio a destra (con qualche scheletro nell’armadio?)

Elezioni Triggiano

Scoppia il “Cataldo-gate”: il marito della ex “Lady Preferenze” del centrosinistra ora corteggiato dal centrodestra. Un idillio politico pugliese che fa storcere il naso a molti

Triggiano, la svolta inattesa, Sandrino Cataldo, da Palazzo di Città a Palazzo di Giustizia (forse), scalda gli animi nel centrodestra

La campagna elettorale a Triggiano si è trasformata in un vero e proprio feuilleton politico con l’annuncio della candidatura di Sandrino Cataldo, consorte della nota consigliera regionale Anita Maurodinoia. La Maurodinoia, eletta nelle fila del Partito Democratico, poi transitata nel gruppo misto dopo una parentesi come assessore regionale con Emiliano, ha visto il suo marito approdare, con sorpresa di molti, nelle liste a sostegno del candidato sindaco di centrodestra.

La notizia ha scatenato un terremoto nel panorama politico locale e non solo. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Democrazia Cristiana hanno immediatamente preso le distanze da questa “operazione” non concordata, manifestando il loro disappunto per una scelta che giudicano quantomeno inopportuna. “La scelta di Onofrio D’Alessio di accettare la candidatura nella propria lista di Alessandro Cataldo, mai concordata, non è opportuna né condivisa dai partiti del centrodestra”, hanno tuonato i vertici regionali e provinciali, lasciando intendere possibili ripercussioni sulle future strategie elettorali a Triggiano.

Ma il “caso Cataldo” ha varcato i confini comunali, giungendo fino ai piani alti della politica nazionale. Se da un lato Luigi Morgante, coordinatore pugliese di Noi Moderati, aveva timidamente aperto al dialogo con la rete civica Verocentro, vicina alla coppia Cataldo-Maurodinoia (entrambi coinvolti in un’inchiesta per presunta corruzione elettorale, con la Procura che ha richiesto il rinvio a giudizio), dall’altro il leader nazionale del partito centrista, Maurizio Lupi, ha espresso una cautela ben più marcata.

Interpellato sulla questione, il parlamentare ha chiarito che “non si è parlato di nessun ingresso ai livelli nazionali, che hanno sempre attenzione per queste dinamiche. Ogni eventuale adesione sarà vagliata dai vertici del partito che autorizzerà solo dopo verifiche puntuali. Abbiamo il massimo garantismo, ma usiamo sempre criteri oggettivi e le linee previste nei regolamenti della commissione antimafia”. Insomma, prima di accogliere “Sandrino” tra le loro fila, i vertici nazionali vogliono vederci chiaro.

Il candidato sindaco di centrodestra, Onofrio D’Alessio, inizialmente aveva difeso a spada tratta la sua scelta, parlando di “una operazione di verità e di trasparenza. Ma soprattutto di giustizia”. D’Alesio non aveva risparmiato frecciatine agli avversari, accusandoli di “falso civismo pret a porter, costruito col preciso scopo di mascherare la vera natura sotto mentite spoglie o con prestanome di circostanza”. Tuttavia, di fronte alla levata di scudi dei partiti che lo sostengono, D’Alessio ha prontamente corretto il tiro, dichiarando che “in riferimento alla nota inviata dai partiti di centrodestra, sono in corso interlocuzioni con le segreterie politiche al fine di trovare piena intesa nell’interesse collettivo e in particolare della cittadinanza triggianese”. Al momento, non è escluso che Cataldo possa ritirare la sua candidatura o che il centrodestra decida di correre da solo.

La Maurodinoia, soprannominata “Lady Preferenze” per la sua capacità di raccogliere consensi, aveva costruito la sua fortuna politica nel centrosinistra. Dopo aver rotto con il PD, si è collocata nel gruppo misto in consiglio regionale, pur mantenendo un rapporto cordiale con il governatore Emiliano. Proprio da questi equilibri precari sarebbero nate le prime “interlocuzioni” in vista delle prossime elezioni regionali.

In un quadro politico pugliese in fermento, dove le forze civiche e di territorio cercano un nuovo posizionamento in vista delle regionali del 2025, il “caso Cataldo” rappresenta un elemento di incertezza e di potenziale destabilizzazione per il centrodestra a Triggiano. Resta da vedere se questo “matrimonio” politico, nato sotto una stella a dir poco controversa, riuscirà a superare le resistenze interne e a consolidarsi in vista delle prossime elezioni comunali.

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Elvira Zammarano

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