Il comitato nazionale Orgoglio Olivicolo valuta favorevolmente la decisione della Conferenza Stato-Regioni sull’introduzione della bolla elettronica e sulla tracciabilità della filiera. Nonostante l intesa raggiunta tra Governo e Regioni per contrastare le frodi e le miscele sospette, il settore conferma che la mobilitazione non verrà interrotta. Le imprese chiedono interventi immediati contro la concorrenza sleale dei Paesi terzi, le svalutazioni dei prezzi nella grande distribuzione organizzata e i rincari del gasolio che mettono a rischio la campagna olearia.

L’intesa raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni segna una svolta per la tutela dell’olio extravergine italiano. L approvazione delle misure relative alla bolla elettronica e ai sistemi di tracciabilità risponde direttamente alle istanze sollevate dal comitato nazionale Orgoglio Olivicolo. L’ obiettivo principale della norma risiede nel bloccare sul nascere le frodi commerciali e la circolazione di miscele al limite della sofisticazione che danneggiano l’immagine e l’economia del settore oleario nazionale.
I rappresentanti di Orgoglio Olivicolo hanno espresso apprezzamento verso il lavoro svolto dal ministro Lollobrigida, dall assessore Paolicelli e dai responsabili dell Agricoltura delle diverse Regioni. La tempestiva comprensione della gravità del contesto ha permesso di raggiungere un primo accordo bipartisan, anche se la filiera sollecita lo stanziamento immediato delle risorse finanziarie e degli strumenti operativi necessari ad applicare le regole con efficacia.
La risposta istituzionale sulla tracciabilità rappresenta tuttavia un tassello all interno di un quadro economico complesso. La mobilitazione delle aziende olivicole, delle cooperative di produttori e dei frantoiani prosegue a pieno ritmo per affrontare i problemi strutturali della filiera. Tra le questioni prioritarie figura il rapporto con la Grande Distribuzione Organizzata, spesso segnato da vendite sottocosto e promozioni civetta che svalutano il prezzo dell olio italiano sugli scaffali.
Sul fronte internazionale, il comitato chiede l’apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni europee per disciplinare le importazioni da Paesi terzi, come la Tunisia. In queste aree la produzione avviene secondo standard normativi differenti, generando una disparità nei costi che si traduce in una concorrenza sleale per le imprese italiane.
Le difficoltà economico-finanziarie che colpiscono i frantoi e gli olivicoltori minacciano l’avvio della campagna di raccolta in corso. A causa del forte aumento dei costi del gasolio e dei rincari energetici generali, molti operatori stanno valutando di non raccogliere le olive o di sospendere le attività di molitura nei frantoi.
Orgoglio Olivicolo ribadisce la necessità di sostegni finanziari straordinari e urgenti. Il percorso avviato con il Governo e le Regioni traccia una strada positiva, ma richiede continuità e decisioni incisive per mettere in sicurezza le imprese agricole e tutelare la produzione nazionale.
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