Una neo dirigente in chemioterapia costretta a scegliere tra le cure e il lavoro: presentata un’interrogazione urgente.
Una vicenda che solleva interrogativi profondi sul bilanciamento tra le rigidità burocratiche della pubblica amministrazione e la tutela costituzionale del diritto alla salute. Nelle ultime ore, il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Rossano Sasso — responsabile regionale in Puglia e capogruppo in commissione Scienza, Cultura e Istruzione alla Camera — ha depositato una richiesta di informativa urgente rivolta al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Al centro dell’iniziativa parlamentare vi è il caso drammatico di una vincitrice di concorso per dirigente scolastico, attualmente sottoposta a trattamenti chemioterapici, a cui è stata assegnata una sede di servizio a circa mille chilometri di distanza dal proprio domicilio e dai luoghi di cura, a fronte del rigetto della richiesta di deroga per gravi motivi medici.
Secondo quanto denunciato dall’esponente politico, il Ministero avrebbe motivato il diniego con la presunta indisponibilità di posti vacanti nella regione di residenza, la Puglia, e nei territori limitrofi. Una giustificazione smentita dalla realtà dei fatti, poiché le cattedre e le sedi operative risulterebbero di fatto occupate attraverso il meccanismo delle reggenze, ovvero incarichi temporanei assegnati a dirigenti già titolari altrove. Per il capogruppo in commissione, questa anomalia rappresenta una distorsione strutturale aggravata dagli effetti del dimensionamento scolastico, un provvedimento legislativo i cui contraccolpi ricadono pesantemente sulla stabilità e sulla dignità professionale dei vincitori di concorso legittimamente aventi diritto all’immissione in ruolo nel proprio territorio d’origine
La vicenda non costituisce soltanto un caso limite di gestione del personale, ma accende i riflettori su una criticità sistemica che penalizza il comparto scuola. L’istanza presentata a Roma punta a ottenere risposte immediate non solo per salvaguardare la specifica posizione della docente affetta da patologia oncologica, ma anche per fare piena luce sulla trasparenza delle assegnazioni in regime di reggenza. La richiesta formale al Governo sollecita una revisione radicale dei criteri legati al dimensionamento e alle mobilità del personale dirigente, affinché le esigenze organizzative dello Stato non calpestino mai la dignità umana, il diritto alla salute e il rispetto dovuto a chi serve la comunità scolastica.
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