La gestione della sanità pubblica e i ritardi nell’erogazione delle prestazioni diagnostiche tornano al centro di un acceso scontro politico istituzionale. Il senatore Ernesto Rapani è intervenuto con una nota ufficiale per replicare alle dichiarazioni espresse dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, criticando l’atteggiamento dell’esponente pentastellata di fronte alle denunce sulle inefficienze del servizio sanitario locale. Al centro della polemica vi è la situazione dei tempi di attesa registrati nei presidi dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza e nell’area di Corigliano-Rossano.
Il parlamentare ha tenuto a precisare il quadro teorico e numerico della vicenda, ricordando come le rilevazioni dell’Agenas abbiano evidenziato, su scala nazionale, un progressivo ridimensionamento delle liste grazie ai recenti interventi normativi approvati dal Parlamento. Tuttavia, proprio la presenza di dati virtuosi a livello generale rende ancora più impellente la necessità di far luce sulle realtà territoriali che continuano a viaggiare in controtendenza, dove gli utenti sono costretti a ritardi ingiustificati che si protraggono talvolta fino al 2027 per accedere agli esami.
Rapani ha sottolineato come la funzione di un rappresentante delle istituzioni debba essere quella di segnalare le storture della macchina amministrativa nell’esclusivo interesse della collettività, rigettando una visione corporativa o propagandistica della politica. Nel rimarcare le azioni già intraprese, tra cui le richieste di chiarimento indirizzate ai vertici dell’Asp di Cosenza e l’annuncio di un esposto formale a seguito di prolungati silenzi, il senatore ha ribadito che il silenzio di fronte ai disservizi rischia di tradursi in complicità. La tutela del diritto alla salute, ha concluso l’esponente di governo, richiede responsabilità, trasparenza e interventi risolutivi concreti anziché sterili contrapposizioni di parte.
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