Il 14 luglio 2026 l’Aula del Consiglio regionale di Bari potrebbe diventare il luogo in cui la sanità pugliese sarà chiamata a fare i conti — letteralmente. Sul tavolo c’è un disavanzo stimato in 370 milioni di euro che grava sui conti del 2025 e ha riacceso il dibattito pubblico sull’eventuale aumento dell’addizionale Irpef.
L’iniziativa è firmata dai capigruppo del centrodestra: Paolo Pagliaro (FdI), Paride Mazzotta (FI) e Fabio Romito (Lega). I tre rivolgono richieste precise alla Giunta, nominando il presidente Antonio Decaro e l’assessore alla Salute Pierluigi Pentassuglia. Non si tratta soltanto di numeri in astratto, dicono: dietro le cifre ci sono liste d’attesa che si allungano, visite rinviate e famiglie costrette a spostarsi per curarsi.
Al centro delle contestazioni c’è la mobilità passiva, indicata dall’opposizione come voce centrale del deficit. Romito porta esempi concreti: 20 milioni di euro attribuiti alla mobilità passiva pediatrica, con quasi 8.000 famiglie coinvolte. Sono cifre che rivelano un problema di accesso e organizzazione, oltre che un peso economico rilevante per il sistema regionale.
La proposta politica del centrodestra è netta: seduta monotematica e istituzione di una commissione d’inchiesta regionale. È pronta una proposta di legge per avviare l’istruttoria; l’intento è mettere a disposizione dati verificabili — una “fotografia” aggiornata di ospedali e case della comunità, con numeri su reparti, prestazioni esternalizzate, spese straordinarie e liste d’attesa.
La Giunta indica nel piano di rientro la via per riequilibrare i conti, ma l’opposizione chiede che quel percorso sia preceduto o accompagnato da trasparenza: chiarire responsabilità, dettagliare le voci di spesa e limitare gli oneri sui cittadini. Formalmente la convocazione dovrà passare dall’Ufficio di presidenza; sono già richieste audizioni a dirigenti sanitari, direttori aziendali e revisori dei conti.
La posta in gioco è duplice: la sostenibilità finanziaria del sistema e la qualità dell’assistenza. Se la seduta del 14 luglio 2026 confermerà le criticità denunciate, potrebbero seguire interventi correttivi sul piano di rientro; in assenza di prove definitive, il confronto rischia di restare sul piano delle raccomandazioni.
Più che una resa dei conti politica, il prossimo appuntamento è visto da molti come un test di responsabilità pubblica: dimostrare che le scelte sul bilancio non scarichino il peso sulle tasche dei pugliesi e che la prossima stagione di riforme parta dai fatti.
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