Puglia, emergenza sanità: Gemmato denuncia una voragine nel bilancio e una stangata sulle tasse

Il quadro finanziario della sanità in Puglia rivela una criticità strutturale di proporzioni allarmanti che minaccia direttamente la tenuta dei bilanci familiari. L’intervento del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, avvenuto nel corso di un evento istituzionale ad Andria, ha sollevato il velo su una voragine economica che sfiora i quattrocento milioni di euro accumulati nell’ultimo ciclo amministrativo. Tale disavanzo non rappresenta soltanto un dato statistico ma si traduce nell’imminente attivazione di leve fiscali correttive che graveranno sulla cittadinanza attraverso l’applicazione delle aliquote massime previste per l’addizionale regionale.

La disamina dei flussi monetari mette in luce una gestione del Fondo sanitario regionale caratterizzata da scelte operative che sembrano aver privilegiato la crescita dell’apparato burocratico a scapito dell’efficienza clinica. Nonostante l’esecutivo nazionale abbia garantito un flusso costante e incrementale di risorse, con uno stanziamento aggiuntivo che dal biennio precedente supera i settecento milioni di euro, la qualità delle prestazioni erogate non ha subito il potenziamento atteso. Le critiche istituzionali evidenziano come la massa monetaria destinata alle cure sia stata assorbita dall’espansione dei ranghi amministrativi, sottraendo capitali vitali per l’arruolamento di nuove figure professionali nel comparto medico e infermieristico.

La condizione attuale configura una situazione di estrema gravità dove l’inefficienza gestionale si somma alla sanzione economica per i contribuenti pugliesi. La responsabilità della conduzione del settore salute, in mano a coalizioni di centrosinistra da circa un ventennio, viene indicata come la causa primaria di un sistema che consuma risorse senza produrre servizi adeguati alle necessità del territorio. La popolazione si trova dunque di fronte a un paradosso dove, a fronte di croniche carenze assistenziali, deve ora sostenere il peso finanziario necessario a ripianare debiti generati da una programmazione ritenuta fallimentare e finalizzata al mantenimento di logiche distanti dalla tutela della salute pubblica.

La necessità di un monitoraggio rigoroso e di una inversione di rotta appare ormai improcrastinabile per evitare il collasso definitivo dei servizi minimi garantiti. La denuncia di Gemmato pone l’accento sulla trasparenza dei processi di spesa in Puglia, richiamando l’attenzione sulla discrepanza tra l’ingente disponibilità di capitali pubblici e la reale percezione di insicurezza sanitaria vissuta quotidianamente nelle corsie ospedaliere. La collettività è chiamata a prendere coscienza di un dissesto economico che non deriva da fattori esterni, ma da una gestione interna che oggi presenta un conto oneroso a carico di chi, già provato da lunghe liste d’attesa, dovrà finanziare le carenze istituzionali con i propri risparmi.

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Elvira Zammarano

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