Il racconto del Vangelo di Luca noto come I Discepoli di Emmaus, ci fa capire quanta difficoltà avessero incontrato i seguaci di Gesù di Nazareth, di fronte agli eventi del Venerdì Santo. Anche gli apostoli videro crollare, quel giorno, tutte le loro aspettative.
Che Messia attendevano gli Israeliti al tempo di Gesù. La terra d’Israele era diventata provincia romana. I romani avevano sviluppato un modo di amministrare le terre conquistate davvero molto intelligente. Lasciavano ai popoli i loro usi, le loro autorità, i loro re e i loro sacerdoti, nel caso di Israele il Sinedrio. I romani esigevano le tasse dai provinciali, ma si servivano di collaboratori locali, appartenenti al popolo sottoposto al loro potere, nel nostro caso i così detti pubblicani.
Tutte le decisioni più importanti competevano al procuratore romano, anche le condanne a morte.
Gli ebrei erano forse il popolo più insofferente a questo domini, anche perché il popolo “eletto” si era sempre considerato moralmente superiore ai pagani intorno.
L’attesa del Messia, al tempo di Gesù, si era fatta spasmodica, soprattutto in prossimità della Pasqua ebraica, emergevano figure di presunti Messia, rivoluzionari, liberatori del popolo ebreo dal giogo straniero. Rivolte nascevano in quei periodi critici, secondo le antiche profezie, la Pasqua era il tempo del Messia. Solo il Messia poteva liberare Israele, perché il Signore degli eserciti (Adonai Shebaoth) avrebbe inviato le armate angeliche a combattere per Israele, sotto la guida del Messia.
Gesù aveva ridato la vista ai ciechi, la salute ai malati, la vita a Lazzaro, tutto faceva sperare di essere giunti al momento della liberazione.
E si era giunti a quel momento, ma ad una ben diversa liberazione, che sembra il popolo ebreo avesse dimenticato.
Gesù era venuto a liberare l’umanità, non solo il popolo ebreo, dalla schiavitù di satana, a riaprire le vie della salvezza, a riaprire le porte del Regno di Dio, chiuse dal peccato originale, dalla scelta di Adamo ed Eva.
La disobbedienza dei progenitori viene lavata dall’obbedienza del Figlio di Dio, fino all’accettazione della sofferenza e della morte in croce.
Questo i discepoli non lo avevano capito, eppure i profeti lo avevano annunciato con chiarezza impressionante. Si pensi a Isaia e i canti del servo sofferente (Is 53), a Ezechiele, i Salmi messianici (Sal 2, 18, 20, 21, 22, 45, 72, 89, 101, 110, 132), il sacrificio d’Isacco (Gn 22), il serpente di bronzo (Nm 21, 4-9), gli agnelli in Esodo.
Queste scritture vengono spiegate da Gesù ai discepoli, per far capire loro che la sofferenza del messia, era stata annunciata ed era necessaria perché l’umanità intera potesse essere liberata dal potere di satana.
La resurrezione, di cui i discepoli avevano avuto notizia e che gli aveva lasciati increduli e turbati è ora sotto i loro occhi. Quel viandante che non avevano riconosciuto, e che faceva ardere loro il petto con le sue parole, spezzando il pane e facendosi ancora una volta dono per loro, era proprio il Risorto, era il Messia, era Gesù.
Immaginiamo l’emozione, lo stupore e la felicità, le loro menti si aprirono al Mistero, videro la realizzazione di un progetto ben più alto di una rivolta cruenta contro un potere umano e come tale destinato a finire.
Si spalancava davanti a loro l’eternità, si aprivano le porte della felicità che non cessa, del Regno che non tramonta.
Abbandonarono il viaggio programmato e tornarono indietro, a Gerusalemme, dalla comunità, per testimoniare la notizia più bella che mai sia stata data nella storia dell’umanità. La morte è stata sconfitta “Dov’e morte il tuo pungiglione?”
Per approfondimenti culturali e spirituali, visita Wide News su https://www.widenews.it
e segui la nostra pagina Facebook ufficiale https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWebb
“Solo il Messia poteva liberare Israele, perché il Signore degli eserciti (Adonai Shebaoth) avrebbe inviato le armate angeliche a combattere per Israele, sotto la guida del Messia”.
Questo testo parla di Signore degli eserciti che avrebbe inviato le armate angeliche a combattere….. sotto la guida del Messia. Sembra trattarsi di una struttura o di una gerarchia militare, più che di una realtà divina. Come si può spiegare un simile dettaglio?