Gesù, per far capire ai discepoli e a noi come ci si deve rapportare a Dio Padre, usa una parabola, che resterà famosa nella tradizione cristiana: il giudice iniquo e la povera vedova.
La vedova voleva giustizia e il giudice pigro e corrotto non intendeva rendergliela.
La donna allora incominciò a recarsi da lui tutti i giorni per chiedere e ottenere quello che le spettava.
Il giudice, per liberarsi delle sue insistenze, alla fine l’accontentò e fece quello che lei chiedeva. E se un cattivo giudice, pigro e corrotto, per l’insistenza della donna alla fine le rende giustizia, quanto più Dio stesso sarà sollecito nei confronti di chi lo prega e attende di ricevere giustizia.
Ma alla fine del Suo discorso Gesù lancia una domanda terribile: Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?
Domanda terribile, per secoli, in fondo, nella societas cristiana, nonostante i pericoli e le persecuzioni, nonostante l’Islam e gli scismi e le eresie, questa domanda suonava come una minaccia lontana. Possibile che sparisca la fede in Gesù da questa terra, dove più di un miliardo di persone si dicono cristiane?
Poi è arrivato il secolo dei lumi e con esso le rivoluzioni borghesi e proletarie, il comunismo, le ideologie del secolo breve, l’ateismo di stato, che ha prodotto nuovi martiri, il neopaganesimo nazista.
Tutto ciò però non si è concretizzato come una vera minaccia per la fede, ma il sangue dei martiri è sempre seme di nuovi cristiani, come diceva Tertulliano. No, non è stato tutto ciò una minaccia per la fede in Gesù Cristo, la minaccia vera, reale, pericolosa è arrivata nei giorni nostri, figlia del materialismo, della confusione, del culto della natura, ridiventata una divinità vera e propria, e nello stesso tempo negata nell’essere umano, nella confusione, nella così detta fluidità.
Il materialismo sta soffocando la spiritualità, un malinteso razionalismo promuove la cultura del dubbio. La societas cristiana non esiste più, la famiglia si disgrega, la maternità è male accolta, i bambini inquinano, impegnano, costano, impediscono il godimento di quel poco di benessere che la finanza mondiale lascia ai semplici cittadini. Le radici vengono tagliate e Dio semplicemente non interessa più. Ora c’è l’intelligenza artificiale e il mito del Golem si fa possibilità, si concretizza. Avremo esseri che si sostituiranno a noi non più solo nei lavori pesanti, come fu nella rivoluzione industriale, ma nelle operazioni più complesse e raffinate. L’uomo si fa dio, ma la storia ci insegna che troppo spesso la creatura si ribella al creatore. Forse dovremmo riflettere, ora che la scienza, quella vera, sta scoprendo l’ipotesi negletta per troppo tempo, l’esistenza di un Dio per spiegare l’universo.
Troverà la fede sulla terra il Signore tornando? Questa domanda è una provocazione, interroga la nostra coscienza. La troverà se noi non molleremo, non ci arrenderemo alle logiche del mondo, soprattutto ora che il mondo cerca di annientare la stessa essenza dell’uomo, di ridurlo a un automa privo di pensiero, di anelito all’assoluto, di creatività, di senso del bello, del giusto, del buono, di ridurlo a parte di un meccanismo che produca ricchezza per pochi.
La fede in Dio e in Cristo è l’ultima speranza per restare umani
Scopri di più e resta aggiornato seguendo le piattaforme di informazione di WideNews disponibili al link WideNews e sulla pagina Facebook WideNews Notizie dal Web.