Binetti, Di Palma e Frisari. Tre nomi, tre dolorose storie pugliesi di deportazione, riconosciute con un importante tributo
Tre nomi, tre uomini, tre storie spezzate dalla brutalità del nazismo e dimenticate per troppo tempo. Giuseppe Binetti di Barletta, Michele Di Palma di Andria e Vincenzo Frisari di Bisceglie furono deportati e internati nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi, più di ottant’anni dopo, lo Stato italiano ha riconosciuto il loro sacrificio, consegnando medaglie d’onore alla memoria, ritirate dai familiari in una cerimonia tenutasi a Barletta.
Un riconoscimento carico di significato, celebrato nella Giornata nazionale degli internati militari italiani nei campi di concentramento, istituita nel gennaio scorso con la Legge n. 6 del 2024. È un passo importante, ma anche una presa di coscienza collettiva: troppo a lungo questi uomini sono rimasti invisibili nella narrazione ufficiale della Resistenza.
La cerimonia si è svolta nel Liceo “Cafiero” di Barletta, dove studenti e istituzioni hanno condiviso un momento di memoria attiva. A fare gli onori di casa la dirigente scolastica Rosanna Diviccaro, il Prefetto Silvana D’Agostino, il Sindaco Cosimo Damiano Cannito e lo storico Giacomo Colaprice, che ha ricostruito con rigore e lucidità il contesto storico in cui centinaia di pugliesi furono strappati alle loro famiglie e deportati nei lager.



La voce di Giuseppe Binetti, Michele Di Palma e Vincenzo Frisari è stata riportata in vita attraverso le parole degli studenti del liceo, che hanno scelto di raccontarne il calvario. Non c’è stato bisogno di retorica: i fatti parlano da soli. Fame, umiliazioni, violenze. E soprattutto l’abbandono, anche dopo la liberazione.
Durante il suo intervento, il Prefetto D’Agostino ha sottolineato quanto questa memoria debba essere consegnata ai giovani. “Restituire voce a chi non ce l’ha più – ha affermato – significa riconoscere il prezzo della libertà. La storia degli internati militari italiani non è solo un capitolo da studiare, ma un monito da ascoltare. Perché ciò che è accaduto non accada mai più”.

Il 20 settembre 2024, per la prima volta nella storia repubblicana, è stata celebrata in tutta Italia la Giornata dedicata agli internati militari italiani nei campi di concentramento. Il conferimento delle medaglie d’onore rappresenta un atto significativo e doveroso nei confronti di chi ha vissuto quella tragica esperienza. Sebbene un gesto simbolico non possa restituire pienamente la dignità a storie a lungo dimenticate, può segnare l’inizio di un nuovo approccio: una memoria viva, consapevole del passato e orientata a costruire un futuro più attento e giusto.
Il messaggio consegnato oggi agli studenti è chiaro: la libertà non è mai gratuita. E chi l’ha difesa – anche con il silenzio e la sofferenza nei campi di internamento – merita non solo rispetto, ma ascolto
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