Toritto: La famiglia Derosa custode di tradizioni che uniscono le generazioni

La famiglia Derosa custode di antiche tradizioni


Da oltre sessant’anni, a Quasano, la realizzazione dei carri per la Madonna degli Angeli celebra fede, storia e l’indomabile spirito di comunità.

La tradizione è un ponte invisibile, ma incredibilmente forte. Collega il passato al presente, e il presente al futuro. A Quasano, una frazione di Toritto, questo legame si materializza ogni anno attraverso un gesto di profondo amore per la propria terra e per la propria storia.

Al centro di questa narrazione c’è la famiglia Derosa. Un’immagine su un vecchio cartello mostra le loro mani operose, già dal lontano 1961, impegnate a creare un magnifico carro. Questo manufatto è un omaggio sentito alla Madonna degli Angeli, la protettrice di Quasano. Non si tratta di un semplice compito stagionale; è una passione che si tramanda, un ‘filo d’oro’ passato di padre in figlio, di generazione in generazione, un’eredità viva e pulsante.

Tutto ciò, è molto più di una cerimonia religiosa. Rappresenta la salvaguardia di un intero patrimonio culturale: valori, usanze e l’identità stessa di una comunità. Il carro, ogni anno, ‘racconta’ Quasano. Non mancano mai i simboli distintivi del borgo, come la maestosa ‘Chiesa Grande’ o l’iconica ‘Rotonda’. Ogni elemento, attentamente scelto e posizionato, è un segno di rispetto per il lavoro umano e per la storia locale, un vero e proprio ‘inno’ alle proprie origini. Questo gesto, per la famiglia Derosa, è un atto di puro amore.

La festa in onore della Madonna degli Angeli affonda le sue radici molto lontano nel tempo. Pensate che un tempo, questi imponenti carri attraversavano le strade di Quasano trainati da robusti buoi robusti e cavalli. Era un’immagine suggestiva di un’epoca contadina e profondamente legata alla terra. Oggi, i trattori hanno preso il loro posto, un chiaro segno del progresso tecnologico. Questo cambiamento, tuttavia, non ha minimamente scalfito l’anima profonda della celebrazione. Il cuore della festa batte ancora forte, immutato nel suo spirito più autentico.

Un velo di spiritualità avvolge ulteriormente questa consuetudine. La festa richiama alla mente la visione che San Francesco ebbe della Madonna degli Angeli nella piccola Porziuncola di Assisi. È una richiesta silenziosa, ma potente, rivolta alla Vergine: illuminare chi si impegna a custodire queste preziose tradizioni. È un appello alla protezione per un patrimonio culturale che, sebbene sacro per molti, è anche incredibilmente fragile, bisognoso di cura e attenzione costante da parte di tutti noi.

Viviamo in un mondo che cambia a una velocità vertiginosa. Mantenere vive queste pratiche non è un semplice atto di nostalgia o un vezzo. È un gesto di ‘resistenza culturale’, un modo tangibile per non perdere la bussola nel vortice della modernità. Ci ricorda chi siamo, da dove veniamo e quali principi ci guidano. La famiglia Derosa, con la sua dedizione costante dal 1961, ci mostra chiaramente l’importanza di perseverare in queste promesse, garantendo che queste preziose usanze possano continuare a ispirare e a unire le future generazioni.

In tal senso, la storia della famiglia Derosa è un esempio vivido. Dimostra come fede, cultura e appartenenza a una comunità possano intrecciarsi in qualcosa di duraturo e profondamente significativo. È un invito aperto a ciascuno di noi: riflettiamo sull’importanza di nutrire le nostre tradizioni. Solo così potranno continuare a illuminare il nostro cammino, generazione dopo generazione, e a rafforzare il tessuto sociale che ci lega.

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La famiglia Derosa custode di antiche tradizioni


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Lavinia Speranza

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