Bari: Le urla di Decaro non tranquillizzano
Durante la conferenza stampa odierna, il sindaco Decaro ha abbandonato il suo solito tono pacato e bonario, manifestando apertamente la sua rabbia verso ciò che ha definito ‘un atto di guerra’ da parte del governo centrale. In opposizione ferma alla prospettiva di scioglimento del Comune, ha alzato la voce difendendo il proprio operato, sottolineando: “Ho denunciato e agito contro la criminalità organizzata”.
Decaro ha iniziato la sua difesa mostrando un plico contenente 13 faldoni e migliaia di pagine documentate dell’impegno anti-crimine del Comune di Bari. “Questo rappresenta l’azione concreta della nostra amministrazione”, ha urlato il sindaco. Tuttavia, ha espresso delusione nel constatare che, a suo parere, la commissione ministeriale non ha ancora avuto il tempo di esaminare tale documentazione prima di convocarlo.
Il sindaco ha toccato temi delicati, evidenziando il successo delle azioni di contrasto alla criminalità organizzata. Ha parlato della lotta contro le fornacelle abusive in occasione della festa di San Nicola, che ha portato all’arresto di esponenti dei clan locali. Ha anche menzionato il divieto imposto ai concerti del figlio del noto boss Savinuccio, Tommy Parisi, nel tentativo di contrastare l’influenza criminale nel mondo della musica.
Decaro ha poi rivelato di essere sotto scorta, soprattutto a causa delle azioni intraprese contro il clan “Sedicina”, che controllava un isolato durante la festa del boss, pratica ora abolita. Ha sottolineato di essere sempre stato vicino agli operatori mercatali, supportandoli nelle denunce contro estorsioni e minacce della criminalità organizzata.
Il sindaco ha evidenziato casi specifici di denunce che hanno portato a arresti, come nell’estorsione per l’installazione delle luminarie e la richiesta di “pizzo” per l’albero di Natale. “Con una mia denuncia sul ‘pizzo'”, ha affermato Decaro, “ho fatto arrestare delle persone”.
La fermezza delle sue parole e la determinazione nel difendere l’operato dell’amministrazione comunale hanno riflesso la crescente tensione nell’ambiente politico e, soprattutto, sociale di Bari che continua chiedersi possibile che nessuno fosse a conoscenza delle infiltrazioni mafiose nelle municipalizzate baresi, sulle quali le autorità giudiziarie proseguono il lavoro per svelare altri presunti legami tra Amtab e clan per le cosiddette assunzioni ‘facili’.
Una domanda che continua a ‘bruciare’ nella mente di tutti i baresi e che esige più risposte che urla giustificative: ‘com’è possibile che nessuno sapesse?’