Famiglie di bambini con malattie metaboliche scendono in piazza a Bari, “Manca l’assistenza”

Famiglie di bambini con malattie metaboliche, “Un solo medico per oltre 600 bambini’, la denuncia delle famiglie riunite nell’Onda Lilla-Blu contro le carenze ospedaliere

Decine di famiglie hanno preso parte a una protesta questa mattina a Bari, marciando in corteo per denunciare le carenze nell’assistenza ospedaliera per i bambini affetti da malattie metaboliche. Principale oggetto della critica, l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, in cui si evidenzia una grave sottostima dei bisogni dei piccoli pazienti.

A guidare la mobilitazione è stata l’‘Onda Lilla-Blu’, una coalizione che unisce le associazioni pugliesi dei familiari dei bambini con patologie metaboliche, rappresentate dal colore lilla, e le associazioni dei genitori dei bambini affetti da diabete, simboleggiate dal colore blu.

Il corteo ha attraversato corso Vittorio Emanuele dalle 10.30 fino ad arrivare in piazza IV Novembre. Le lamentele delle famiglie riguardano una serie di critiche, ma una delle più gravi è stata sollevata per la carenza di personale medico qualificato. Come ha dichiarato un rappresentante dell’Onda Lilla-Blu: “Ci troviamo di fronte al paradosso di avere un solo medico strutturato per un reparto che segue oltre 600 bambini con diabete mellito. Questo non è solo inaccettabile, ma mette a rischio la salute dei nostri bambini”.

La protesta mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di garantire un’assistenza adeguata a questi bambini, che necessitano di cure specializzate e continue. Le famiglie chiedono un aumento delle risorse umane e un miglioramento delle infrastrutture ospedaliere per poter garantire un trattamento appropriato a tutti i bambini affetti da tali malattie

Si auspica che la protesta possa portare a cambiamenti concreti e miglioramenti tangibili nell’assistenza sanitaria specie se i pazienti sono bambini affetti da queste e da altre patologie

Famiglie di bambini con malattie metaboliche

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FOTO ANSA

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Elvira Zammarano

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