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Il Papa al mondo, "Ci troviamo tutti sulla stessa barca, fragili e disorientati”, preghiamo insieme Dio affinché plachi la tempesta

Il Papa al mondo, “Siamo tutti sulla stessa barca, fragili e disorientati”, preghiamo insieme Dio perchè allontani la tempesta

da Elvira Zammarano

In una Piazza San Pietro deserta e incupita dal grigiore della pioggia, a spiccare c’era solo la veste del Papa. Assorto nella lettura di un testo “dittico”, prima della benedizione “Urbi et Orbi”, Papa Francesco riprendendo la pericope evangelica della Tempesta Sedata (Mt 8,23-27), nella prima parte mette in evidenza la nostra fragile umanità, impaurita, disorientata e sfiduciata, che rimprovera un Dio dormiente e quasi incurante di noi durante la burrasca. Nella seconda, invece, c’è l’appello vero e proprio o supplica a Dio di non lasciarci soli. Di non abbandonarci.

“Da settimane sembra che sia scesa la sera” – legge Papa Francesco. “Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città. Si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante” e “ci siamo ritrovati impauriti e smarriti”, “presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa”. “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”. “Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare”. “Abbracciare la sua Croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa – dice ancora – trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà”.

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