Lavoratori in nero e POS scollegato dalla cassa: blitz della Guardia di Finanza in una pizzeria a San Donaci

Il rispetto delle regole e la tutela dei diritti di chi lavora rappresentano la regola d’oro per vincere la sfida della concorrenza leale. Purtroppo non sempre è così, come dimostrano i recenti controlli messi in campo dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi. Durante la festività del 31 ottobre 2026, le attività di vigilanza economica del territorio sono state notevolmente intensificate per proteggere i lavoratori e verificare la corretta memorizzazione dei corrispettivi telematici. In particolare, l’intervento dei finanzieri della Compagnia di San Pietro Vernotico si è concentrato nel centro di San Donaci, dove i militari hanno ispezionato un’attività di ristorazione scoprendo la presenza di 2 dipendenti impiegati senza alcuna preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.

L’impiego di manodopera irregolare non costituisce soltanto una violazione delle norme previdenziali, ma rappresenta un danno gravissimo per la dignità della persona e per gli operatori economici onesti che rispettano gli obblighi di legge. Subito dopo l’identificazione del personale trovato in servizio all’interno della pizzeria, i finanzieri hanno inoltrato la segnalazione ufficiale all’Ispettorato del Lavoro di Brindisi per il recupero dei contributi previdenziali e assicurativi evasi, attivando contestualmente la procedura di segnalazione finalizzata alla sospensione dell’attività imprenditoriale.

Le verifiche condotte dalle Fiamme Gialle non si sono fermate alla posizione dei dipendenti, ma hanno abbracciato anche l’aspetto fiscale e la gestione dei pagamenti digitali. Nel corso del controllo è emerso che il registratore di cassa telematico non era collegato ai dispositivi di pagamento elettronico, i moderni strumenti indispensabili per documentare e trasmettere correttamente all’Agenzia delle Entrate i corrispettivi delle operazioni commerciali. Per queste violazioni la normativa prevede sanzioni amministrative pecuniarie che oscillano tra 1.000 e 4.000 euro. L’operazione rientra nel programma ordinario di vigilanza economica della Guardia di Finanza a garanzia della legalità.

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Aurelio De Sanctis

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