Tutela e rilancio dell’olio italiano: Orgoglio Olivicolo chiede la rapida attuazione del decreto DAO e della Cambiale Frantoi

Il comitato nazionale Orgoglio Olivicolo ha rivolto un accorato e fermo appello alle istituzioni e al Ministero dell’Agricoltura per sollecitare l’immediata pubblicazione del decreto sul Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo e l’attivazione della Cambiale Frantoi Oleari.

L’olivicoltura rappresenta non soltanto un pilastro primario dell’economia agricola nazionale, ma un vero e proprio patrimonio culturale e paesaggistico che definisce l’identità del nostro Paese. Nel cuore della campagna olearia 2026-2027, momento di massimo sforzo produttivo legato alla raccolta e alla molitura, il comparto necessita di certezze normative e di strumenti operativi immediati. In questa prospettiva si inserisce la presa di posizione del comitato Orgoglio Olivicolo, organismo che raggruppa le differenti componenti della filiera olearia italiana, tornato a sollecitare con forza il Governo e in particolare il Ministro Francesco Lollobrigida. La richiesta prioritaria riguarda la tempestiva emanazione del decreto attuativo sul Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo, presidio indispensabile per tracciare i flussi di prodotto, contrastare le contraffazioni ed erigere un argine efficace a tutela dei consumatori e dei produttori onesti.

Affinché le politiche di sostegno si traducano in un beneficio concreto per i frantoi e le aziende agricole, appare fondamentale snellire le procedure di accesso al credito e alle agevolazioni economiche. Orgoglio Olivicolo ha invitato formalmente l’istituto ISMEA a rendere disponibili in tempi brevissimi le linee guida applicative relative alla Cambiale Frantoi Oleari, strumento finanziario di vitale importanza per garantire liquidità alle imprese. Contestualmente, la rappresentanza di categoria ha espresso forte perplessità verso la modalità del click day, auspicando l’eliminazione di meccanismi di prenotazione a scorrimento temporale che rischiano di penalizzare numerose realtà produttive, impedendo loro di presentare domanda con la dovuta serenità in una fase stagionale storicamente complessa e impegnativa.

La stabilità del mercato oleario richiede una visione strategica ad ampio raggio e una convergenza di intenti su scala internazionale. Per evitare il pericolo di manovre speculative che finirebbero per svalutare la produzione del nuovo olio extravergine d’oliva, la filiera richiede l’attivazione immediata della misura dell’ammasso privato, da concordare in sinergia con la Spagna. Il dialogo con le istituzioni rimane la via maestra per superare una crisi di settore non ancora del tutto alle spalle. Mantenere elevata l’attenzione e accelerare sui provvedimenti già approvati, compresi gli incentivi destinati alle produzioni certificate a denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta, costituisce l’unica strada percorribile per restituire slancio a un simbolo tangibile del Made in Italy.

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Anna Caprioli

Anna Caprioli

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