Scatta il provvedimento cautelare nei confronti di un minorenne del posto ritenuto responsabile di continue violenze e vessazioni tra le mura domestiche. In data 9 ottobre 2026, i militari della Stazione Carabinieri di Noci hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale emessa dal Tribunale per i Minorenni – Sezione G.I.P. di Bari. Il destinatario della misura è un ragazzo di 17 anni, indagato per condotte maltrattanti nei confronti dei propri familiari conviventi.
Il provvedimento nasce da un’articolata attività d’indagine condotta dai Carabinieri di Noci, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del capoluogo pugliese. L’ipotesi investigativa alla base del provvedimento scaturisce dalla ricostruzione di un quadro di reiterate violenze fisiche, minacce e vessazioni psicologiche che si sarebbero protratte dal marzo del 2024 fino a oggi.
Di fronte a una situazione ritenuta grave e insostenibile all’interno del nucleo familiare, la Magistratura minorile ha disposto l’allontanamento del giovane dall’abitazione. Al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma dell’Arma, il 17enne è stato accompagnato e associato presso una comunità educativa della zona, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’operazione condotta dall’Arma risponde a precise ragioni di interesse pubblico legate alla sicurezza dei cittadini e al diritto dell’opinione pubblica a essere informata su fatti di rilevanza sociale. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha permesso di mettere in sicurezza i conviventi e di avviare il percorso di recupero e contenimento previsto dalla legge per i soggetti di minore età.
Si ricorda, nel rispetto dei principi costituzionali, che il procedimento penale versa attualmente nella fase delle indagini preliminari. I gravi indizi di colpevolezza raccolti dagli investigatori e la stessa misura cautelare adottata hanno natura provvisoria e non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità. L’indagato deve essere presunto innocente fino all’eventuale emissione di una sentenza di condanna irrevocabile, mantenendo inteso il pieno diritto di esporre le proprie difese e di richiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.
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