Taranto, maestra aggredita a scuola da una mamma: le due versioni a confronto

Un episodio di grave tensione ha scosso una scuola primaria di Taranto, dove un confronto tra la madre di una alunna e un’insegnante di sostegno è degenerato in uno scontro fisico, richiedendo l’intervento dei soccorsi sanitari e l’avvio di accertamenti da parte delle forze dell’ordine. La docente è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata a causa di un trauma cranico ed è stata sottoposta a tutti gli esami strumentali del caso, tra cui una Tac. Le sue condizioni fortunatamente non risultano gravi. La mamma, denunciata a piede libero per l’aggressione, contesta fermamente la ricostruzione dell’accaduto e – tramite il suo avvocato – sostiene di aver reagito a presunti maltrattamenti che l’insegnante avrebbe precedentemente inflitto alla figlia.

A ricostruire la posizione dei genitori è l’avvocatessa Maria Letizia Serra, legale della famiglia della bambina. Secondo la tesi difensiva, l’origine della lite risalirebbe allo scorso 16 ottobre, quando la minore sarebbe stata vista uscire da scuola in lacrime con presunti segni sul corpo che i familiari avrebbero provveduto a fotografare. La difesa cita inoltre la testimonianza di un’altra alunna che sarebbe stata strattonata dalla medesima insegnante.

I genitori avrebbero quindi richiesto un colloquio di chiarimento con la docente, organizzato all’interno dell’istituto scolastico. Durante il faccia a faccia – al quale avrebbe assistito anche il marito dell’insegnante – le posizioni si sarebbero immediatamente irrigidite.

Stando alla ricostruzione fornita dal legale della madre, la docente avrebbe respinto e negato ogni addebito circa le presunte percosse all’alunna. Da lì sarebbe scaturito un acceso alterco verbale culminato nel contatto fisico tra le due donne. La difesa della madre sostiene che la donna avrebbe reagito solo dopo essere stata fortemente provocata nel corso del colloquio.

Sulla vicenda sono in corso gli approfondimenti degli investigatori per ricostruire con esattezza l’esatta sequenza dei fatti ed attribuire le relative responsabilità. Trattandosi di un procedimento nella fase delle indagini preliminari, la posizione della madre denunciata e le accuse reciproche rimangono al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza e delle garanzie del diritto di replica per tutte le parti coinvolte.

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Elvira Zammarano

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