Daspo Willy Molfetta
Il primo giorno del 2024, Molfetta è stata teatro di eventi riprovevoli, lontani dalla festosità del momento. Durante le celebrazioni di capodanno, alcuni atti vandalici hanno turbato la quiete pubblica. In risposta, il Questore di Bari ha adottato misure severe contro i responsabili: tre giovani minorenni sono stati colpiti da un provvedimento restrittivo, noto come “Daspo Willy”.
Il “Daspo Willy” – approvato dal Consiglio dei Ministri, riguarda la modifica dei decreti di sicurezza, ovvero immigrazione, integrazione e ordine pubblico – è composto da 12 articoli e include misure specifiche contro la movida violenta, ispirate dal caso di Willy Monteiro Duarte, il giovane di 21 anni ucciso a Colleferro. La norma prevede un aumento delle multe da 309 a 2.000 euro e la reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di sei anni se qualcuno resta ferito o ucciso durante una rissa. Inoltre, introduce un “daspo” – che vieta l’accesso a locali di intrattenimento e pubblici esercizi – ai responsabili di disordini, atti di violenza o a chi abbia ricevuto denunce o condanne non definitive per spaccio di stupefacenti negli ultimi tre anni.
Nel nostro caso, impone ai tre ragazzi il divieto di accedere a qualsiasi bar, pub e locale di intrattenimento nel comune di Molfetta per due anni. Inoltre, è stato loro vietato di sostare nelle immediate vicinanze di tali luoghi durante le ore notturne, precisamente dalle 21:00 alle 04:00. Il provvedimento mira a prevenire ulteriori disordini e a rafforzare la sicurezza della comunità.
La decisione è scaturita dopo un’attenta indagine condotta dalla Compagnia Carabinieri di Molfetta in collaborazione con la Procura della Repubblica di Bari. L’identificazione ele verifiche sui tre minori sono state rapide, permettendo alle autorità di agire con decisione.
L’ azione del Questore di Bari riflette un impegno crescente nella lotta contro il vandalismo e nella protezione della sicurezza pubblica. Il Daspo Willy si sta rivelando uno strumento versatile anche in situazioni urbane. È evidente, però, che il problema richiede non solo risposte punitive, ma anche iniziative educative e di inclusione sociale per i giovani.
Daspo Willy Molfetta