Conversano, Il fragno e i cipressi di Monteferraro: monumenti della natura da condividere

Un viaggio nella nostra terra alla scoperta del patrimonio monumentale naturalistico della nostra terra:  il fragno e i cipressi di Monteferraro, tra Turi e Conversano

Lo scorso autunno passeggiando per le campagne del nostro straordinario territorio, giunto su una dolce area collinare che guarda il mare, sui confini dei comuni di Turi e Conversano, a poca distanza dai laghi di Agnano di Conversano, mi sono imbattuto in una antico tratturo contornato da vegetazione spontanea, essenze rare, olivastri secolari, fragni, querce, peri selvatici, il tutto incorniciato dai caratteristici muretti in pietra, costruiti nei secoli, dalle sapienti mani dei nostri nonni, che, con tanto lavoro, sacrificio, e tanto amore per la propria terra, l’hanno resa fruibile e coltivabile, preservando i luoghi e il loro ecosistema.

Oggi, purtroppo, solo una minima parte di questo territorio, denominato “Monteferraro”, è rimasto intatto, dal continuo scempio e dalla distruzione, a seguito dei numerosi lavori di sbancamento dei terreni agricoli, opera di agricoltori senza scrupoli, poco attenti al territorio, e alla conservazione della natura circostante, ignari dell’importanza della nostra millenaria storia.  

Conversano, Il fragno e i cipressi di Monteferraro: monumenti della natura da condividere

Il fragno e i cipressi di Monteferraro tra Turi e Conversano

In origine, l’antico feudo di Monteferraro, si estendeva per circa 300 ettari. Il suo antico toponimo potrebbe trarre origine dalla famiglia Ferrari di Conversano. A tal riguardo è interessante citare lo studio di una pergamena del (fondo Lupis), custodita presso l’Archivio di Stato di Bari, nella quale il dott. Antonio Fanizzi, riferisce, che il toponimo del feudo, poteva trarre origine, dalla famiglia Ferrari, una antica casata di Conversano, già citata in un rogito del 1388 dal notaio Giovanni di Nicola de Ferraris.

Successivamente il feudo passò nella disponibilità del conte di Conversano, Andrea Matteo Acquaviva, il quale nel 1507, volle donare a Giovanni di Guidotto Martucci, suo benemerito e fidato segretario. Oggi una parte dell’antico feudo, con le due antiche masserie, sono di proprietà della famiglia de Bellis di Castellana Grotte. Nel passato il feudo con il suo esteso territorio, aveva una grande e attrezzata ‘masseria di pecore’, con annesse abitazioni per i pastori, aie in pietra per la pesatura dei cereali, ovili per il ricovero degli animali, una grotta carsica, e antiche cisterne e piscine per conservare l’acqua piovana. Il feudo aveva estensioni boschive, parchi sativi per il pascolo, e terreni con numerose piantagioni di ulivi selvatici (olivastri).

Conversano, Il fragno e i cipressi di Monteferraro: monumenti della natura da condividere

Dopo secoli di storia e di vita rurale e pastorale vissuta a Monteferraro, di quei trecento ettari, oggi, pochi sono rimasti inalterati, sia nelle strutture antropiche, che in quelle della biodiversità e della regimazione delle acque, alla luce anche dalle recenti trasformazioni dei terreni agricoli. Camminando lungo un antico e tortuoso tratturo che dalla masseria scende in basso, si giunge in una biforcazione che conduce verso sinistra ad un altro tratturo, che costeggia da un lato il bosco della masseria di Monteferraro, e dall’altro lato confina con un grande terreno collinare, un pianoro scosceso, recentemente completamente trasformato e coltivato con giovani piante di vite, piantate a pochi metri dal confine con il bosco.

A pochi metri, immersi nel bosco, si possono ammirare due splendidi e maestosi esemplari di cipresso (Cupressus Sempervirens). I due alberi si trovano sotto un antico muro a secco, quasi a voler indicare un vecchio confine o chissà cosa. I centenari esemplari, si presentano con una chioma non con la classica punta, ma con una chioma arrotondata (Cupressus Horizzontalis), ed hanno un fusto alto circa 18 metri. Uno dei due alberi, forse il più vecchio, ha un grande e poderoso tronco con un diametro di quattro metri di circonferenza. I due cipressi, poco distanti l’uno dall’altro, si trovano all’interno del bosco di Monteferraro. A qualche centinaio di metri di distanza dagli stessi, in un terreno attiguo, fa scena un maestoso fragno.

L’albero, qualche mese fa, è stato oggetto di un sopralluogo e accertamento tecnico da parte dei Carabinieri forestali e di un funzionario della Regione Puglia.  A seguito del sopralluogo gli uffici preposti della Regione Puglia, hanno attivato un procedimento amministrativo, con il relativo inserimento del fragno nell’elenco degli alberi monumentali di Puglia. A tal proposito abbiamo chiesto alcune considerazioni al Sig. Gianni Signorile, esperto di botanica e profondo conoscitore di questi luoghi: 

“Conosco e vivo questo straordinario territorio da oltre trenta anni, dato che conduco la masseria Monelli, situata nei pressi di Monteferraro. Con profonda emozione mi ritorna in mente il ricordo di un nostro asino di nome Avalon, ed era un emozione vederlo correre felice intorno al grande fragno del bosco di Monteferraro. Immancabilmente attirava i nobili cugini Murgesi che scendevano la collina al galoppo, in testa lo stallone, destreggiandosi sulle rocce della murgia tra le specchie millenarie, querce, ulivi monumentali. Erano circa 30 cavalli la terra tremava e un brontolio mi prendeva la pancia. Ora tutto è distrutto, tutto è macinato, di quel territorio hanno fatto tabula rasa, per far posto ad un tendone di uva da tavola, fra mille altri. L’ultima trovata che trae forza dalla distruzione del paesaggio, della natura, della poesia dell’identità di una regione. Tutto è scomparso: le specchie, gli ulivi, la roccia. È rimasto salvo il grande fragno ed un bosco di 6.6 ettari. Per salvarlo da altra distruzione, con la nostra associazione lo vogliamo acquistare, per farne un bene comune, un bosco da regalare alla terra, ai nostri nipoti; un bosco dove c’è il lupo! Nelle cui radure fioriscono tante specie di orchidee e, dove la biodiversità non è una parola con cui sciacquarsi la bocca, ma è una realtà da conoscere, osservare, rispettare, tramandare. La domanda che vorrei fare a tutti quelli di buona volontà, è questa: vuoi diventare proprietario di un bene comune? Se vuoi, puoi promettere una o più quota da 100€. Perché è bello vedere una mamma che cambia il pannolino ad un bambino sotto il grande fragno o essere invitato da amici che si concedono il rito del caffè come fanno in Etiopia e ogni anno scoprire nuovi fiori e frutti selvatici nell’unico bosco a due passi da casa. Per tutto ciò stiamo scrivendo uno statuto, fondere o una associazione e attiveremo una raccolta fondi per l’acquisto condiviso del bosco.”

Conversano, Il fragno e i cipressi di Monteferraro: monumenti della natura da condividere

Al fine di valorizzare e tutelare il patrimonio arboreo presente, con particolare valore botanico, culturale e paesaggistico, qualche giorno fa, con alcuni amici fra questi Gianni Signorile, e Alessandro Rutigliano, esperto forestale, si è proceduto alla schedatura tecnica dei due cipressi di Monteferraro. Le apposite schede e la segnalazione sono state inviate al funzionario preposto del servizio risorse forestali della Regione Puglia, affinchè, quanto prima, venga attivato l’iter burocratico per l’inserimento dei due cipressi nell’elenco degli alberi monumentali di Puglia, ai sensi della (Legge n.10 del 14.01.2013, art.7), disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari, e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale.

È importante e doveroso ricordare che da parte dell’amministrazione comunale di Conversano, in particolare nella persona del dott. Giuseppe Lovascio, Sindaco di Conversano, c’è la piena e convinta volontà di acquisire nel patrimonio comunale il bosco di Monteferraro, affinchè diventi un bene naturalistico di tutti. Luogo da poter fruire con intelligenza, preservandolo per le future generazioni. A seguito di un primo incontro avuto con il Sindaco di Conversano il 24 giugno scorso, tutte le associazioni interessate saranno convocate ufficialmente per un possibile protocollo d’intesa inerente l’acquisto e la gestione del bosco di Monteferraro.

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Stefano De Carolis

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