La Teologia di Roberta Simini – La Parabola del seminatore: una riflessione sul Vangelo di Matteo

Matteo ci racconta di Gesù, che seduto sulla riva del mare, viene circondato dalla folla, che lo seguiva speranzosa. Gesù sale su di una barca e si allontana di poco dalla spiaggia. Sedutosi inizia a predicare.

Sorprendente l’acustica di quella spiaggia, che permette alla voce di Gesù di raggiungere la folla, pur restando seduto. Parla stando seduto chi è veramente sicuro di ciò che dice e di essere ascoltato. Ma Gesù non è tenero con quella folla, dirà, citando Isaia: Hanno orecchie per sentire e non sentono, guardano ma non vedono, e non comprendono con il cuore e non si convertono. Il loro cuore è duro e impedisce loro di guarire.

Usa proprio il termine guarire, perché questa umanità è malata, malata di avidità, di superbia, di desiderio di dominio e di vendetta, di desiderio di piaceri, percossa dai vizi, ma soprattutto dalla volontà di dominio sugli altri e sulla natura.

Gesù fa l’esempio del seminatore, che lancia il seme nel terreno da coltivare. Una parte va sulla strada ed è perduta, mangiata dagli uccelli, altro seme va fra le pietre, dove il terreno è poco, germoglia ma non attecchisce e secca, altro seme cade tra le spine ed è soffocata, solo una parte cade nel terreno buono.

Gesù spiega la parabola ai suoi, non alla folla, solo ai suoi discepoli. Solo il seme che cade nel terreno buono attecchisce, l’altro non darà frutto, non sopravviverà alle prove della vita, alle proprie voglie, ai propri difetti.

Occorre che il terreno sia pronto, che sia arato, dissodato, tolte le pietre, le spine, altrimenti la Parola di Gesù non viene compresa e vissuta davvero. Gesù non è tenero con chi ha il cuore duro, con chi non ascolta le Sue Parole e non le mette in pratica, con chi non lo testimonia nel mondo con la vita, con l’azione, con la sottomissione alla Sua legge, al Suo amore, con chi non è capace di sacrificarsi per amore.

Solo chi lo riconoscerà come Via, Verità e Vita, come unica possibilità di salvezza per l’umanità, diversamente da chi sarà tiepido, promuoverà il dubbio al posto della speranza, della certezza che Gesù Cristo è il Signore, il Redentore, il Re dei re e non c’è altro nome nel quale salvarci, avrà la vita eterna. Perché: chi vuole salvare la propria vita la perderà, ma chi la perderà per causa mia, la troverà. (Mt 16, 24-28)

Questi tempi sono difficili quasi come gli inizi del Cristianesimo, assistiamo al moltiplicarsi dei martiri in tutto il mondo, agli attacchi alla retta dottrina sia dall’esterno che dall’interno della stessa Chiesa purtroppo. Il seme caduto nel terreno buono per portare frutto deve affrontare con coraggio le sfide che il mondo di oggi pone, senza pensare di potere trovare il consenso di tutti, soprattutto se questo vuol dire tradire la verità.

Il profeta Isaia ci rassicura riportando le parole di Dio: Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra e senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza avere operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata. (Is 55, 10-11).

La parola di Dio è Cristo Gesù, facciamo sì che il nostro cuore sia pronto ad accoglierla.

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Roberta Simini

Roberta Simini

1 commento su “La Teologia di Roberta Simini – La Parabola del seminatore: una riflessione sul Vangelo di Matteo”

  1. Il fatto che il Signore Gesù siede su di una barca per predicare, frapponendo tra se e la folla il mare, può significare che la Sua dottrina è lontana dalla massa.

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