La Teologia di Roberta Simini – Chiesa di Roma e FSSPX, tra scisma e veleni: l’unità sta a cuore a qualcuno davvero?

E siamo arrivati alle scomuniche e quindi, di conseguenza allo scisma tra la Chiesa di Roma e la Fraternità Sacerdotale San Pio X, nota con la sigla FSSPX, fondata da Monsignor Marcel Lefebvre nel 1970, all’indomani del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Chi era Monsignor Lefebvre? Nato nel 1905 a Tourcoing, rappresentò l’opposizione alle molte innovazioni apportate dal Concilio, in difesa della tradizione cattolica.

Fu un alto prelato, missionario nell’Africa francofona, fu vescovo titolare di Antedone dal 1947 al ’48, vicario apostolico di Daka, amministratore apostolico di Sain Louis du Senegal dal ’48 al ’55, delegato apostolico nell’Africa Francese, Arcivescovo metropolita di Dakar dal 1955 al 1962, Arcivescovo di Tulle, Superiore generale della Congregazione dei Padri dello Spirito Santo dal 1962 al ’68, Arcivescovo titolare di Sinnada fino al 1970 e Superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X dal 1970 al 1982. Fu anche presidente della Conferenza episcopale dell’Africa dell’Ovest.

Nominato Vescovo dal papa Pio XII, fu chiamato a partecipare alla Commissione preparatoria delle delibere del Concilio da Giovanni XXIII. Ma di quegli schemi preparati dalla commissione nessuno fu preso in considerazione nel Concilio. Furono respinti in favore di posizioni più liberali.

Bisogna precisare che il Concilio Ecumenico Vaticano II non si occupò di questioni teologiche, non definì alcun dogma, ma fu un Concilio pastorale, che si poneva lo scopo di accogliere le nuove istanze della società civile. I papi appoggiarono le posizioni più progressiste, anche se vi posero dei limiti. Si cercava di riavvicinare alla pratica religiosa tante persone che se ne erano allontanate. L’introduzione della possibilità di celebrare la Messa nelle lingue del posto aveva lo scopo di rendere le persone più consapevoli di ciò che stava accadendo durante il sacro Rito. Purtroppo la Sacrosantum Concilium fu stravolta dalle successive indicazioni e riforme liturgiche. Quella costituzione non vietava la celebrazione della Messa Vetus Ordo, ma le affiancava la Messa introdotta dal Messale di Paolo VI.

Non riguardava solo la liturgia il problema sollevato da Monsignor Lefebvre, ma anche il criterio della collegialità episcopale e l’ecumenismo. Per la libertà religiosa, invece, Lefebvre aveva firmato il documento del Concilio Dignitatis Humanae che si poneva a favore di quest’ultima.

Per contrastare questa ondata liberale, Monsignor Lefebvre creò, insieme ad altri prelati un gruppo conservatore, chiamato Coetus Internationalis Patrum, che riuscì ad opporsi all’introduzione di idee moderniste nei testi conciliari.

Nel 1968 lasciò la congregazione dei Padri dello Spirito Santo di cui era superiore generale, perché prevalsero in essa posizioni progressiste, che volevano trasformare la vita della congregazione per adeguarsi allo spirito del Concilio.

Su richiesta di alcuni giovani seminaristi che volevano ricevere una formazione tradizionale, fondò un nuovo seminario prima a Friburgo e poi a Écône in Svizzera.

In seguito, fondò, con la sorella Madre Maria Gabriella, della Congregazione dello Spirito Santo, il ramo femminile della Fraternità San Pio X e più tardi il ramo dei frati della Fraternità. Morì a Martigny (Svizzera) il 25 marzo 1991.

Nel 1988, per far fronte alle necessità della congregazione Monsignor Lefebvre chiese al papa di poter consacrare quattro nuovi vescovi. Il papa Giovanni Paolo II negò questo permesso e la consacrazione dei nuovi quattro vescovi avvenne comunque senza il suo permesso. Questo portò alla scomunica latae sententiae della Fraternità e dei vescovi ordinati, e constatò l’avvenuto scisma.

Il 21 gennaio 2009, papa Benedetto XVI revocò la scomunica ai quattro vescovi consacrati illecitamente, e alla Fraternità, nel tentativo di recuperare la comunione con il mondo tradizionalista. La Fraternità  conta oggi 733 sacerdoti, 2 vescovi oltre i nuovi consacrati, 145 fratelli professi, 250 suore oblate, 268 seminaristi e circa mezzo milione di fedeli.

Lefebvre non intendeva porsi fuori della Chiesa, o mancare di rispetto al papa, disse infatti, parlando della Fraternità: non è nata con l’obiettivo di contestazione o di opposizione, niente affatto, ma per una necessità che si è presentata di vigilare sulla buona formazione del sacerdote. L’esito però è stato lo scisma.

Con il motu proprio Summorum Pontificum il papa Benedetto XVI consentì a tutti i sacerdoti che lo volessero di celebrare la Santa Messa Vetus Ordo, ossia in latino e con il sacerdote di spalle al popolo, seguendo l’antico Messale Romano, senza bisogno dell’autorizzazione del vescovo diocesano.

Papa Francesco, invece, oppose a questo il motu proprio Traditionis custodes, che mise nel nulla il precedente Summorum Pontificum, Riaprendo la crisi che aveva portato allo scisma e che papa Benedetto aveva cercato di appianare.

Ora di nuovo la posizione rigida del Vaticano e del Papa, che ha rifiutato di approvare le ordinazioni episcopali richieste dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X e di incontrare personalmente il superiore generale don Davide Pagliarani, per consentirgli di spiegare quali necessità richiedevano la nomina dei quattro nuovi vescovi.

Se da una parte sono innegabili li sforzi compiuti, negli anni da tutti i Papi, che si sono succeduti, per arrivare ad una completa riconciliazione, le posizioni restano rigidamente lontane.

Quello che non si comprende, però, è come mai tanta tolleranza con posizioni lontanissime dalla morale cattolica, dal deposito della fede cristiana, dal cristianesimo stesso, tanto da introdurre idoli pagani nelle chiese di Roma e nei giardini vaticani, tanto da concedere spazi di preghiera ai musulmani nelle canoniche e persino nel Vaticano, tanto da partecipare a veglie contro l’omofobia indette da LGBTQ, a ricevere “l’Arcivescova” di Canterbury, ex infermiera abortista, e si traduca in un irrigidimento con i cristiani legati alla tradizione, anche se forse un po’ troppo, tanto da strappare la Tunica Inconsutile di Cristo.

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Roberta Simini

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