No alla cannabis terapeutica per i pazienti con patente di guida

Cannabis terapeutica


La recente proposta del Ministro Matteo Salvini di introdurre norme più severe riguardanti l’uso della cannabis, anche terapeutica, sta sollevando un acceso dibattito tra pazienti, medici e associazioni per i diritti dei malati. La misura, che punta a rendere più rigorosi i controlli per il rinnovo della patente di guida, rischia di penalizzare gravemente chi utilizza la cannabis per scopi medici, ignorando le loro necessità e condizioni di salute.

Secondo Salvini, la sicurezza stradale rappresenta una priorità assoluta e l’uso di qualsiasi sostanza che potrebbe alterare la capacità di guida deve essere monitorato rigorosamente. Tuttavia, il provvedimento non distingue tra l’uso ‘ricreativo’ e quello terapeutico della cannabis, e questo genera confusione e incertezza legale per migliaia di pazienti in cura con cannabinoidi prescritti da medici specialisti.

Molti di questi pazienti soffrono di patologie croniche come sclerosi multipla, dolore neuropatico, epilessia o tumori, e la cannabis rappresenta un trattamento indispensabile per migliorare la loro qualità di vita. La norma proposta, se approvata, potrebbe costringerli a scegliere tra il continuare le terapie o mantenere la patente di guida, privandoli di una libertà fondamentale, come quella di muoversi autonomamente.

Le associazioni di categoria e i rappresentanti degli ammalati hanno lanciato un appello al Governo, chiedendo un ripensamento del provvedimento. “Questa proposta discrimina chi soffre e necessita di cure mediche. La cannabis terapeutica non è una droga, ma una medicina riconosciuta dallo Stato. Equipararla a sostanze ‘ricreative’ è un grave errore che penalizza chi lotta ogni giorno con patologie debilitanti”, afferma un rappresentante dell’Associazione Cannabis Terapeutica.

La comunità medica sottolinea inoltre che l’uso controllato e monitorato di cannabis terapeutica, sotto prescrizione medica, non provoca effetti tali da compromettere la guida. In altri Paesi europei, come Germania e Paesi Bassi, i pazienti che assumono cannabis terapeutica non subiscono limitazioni di questo tipo.

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Cannabis terapeutica

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Costel Pezzetta

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