Operazione CODICE INTERNO: Smantellato il clan Parisi/Palermiti – Arrestati esponenti di spicco, faccendieri e politici

Operazione CODICE INTERNO

Operazione CODICE INTERNO: La Polizia di Stato sventra organizzazione mafiosa, eseguendo 137 misure cautelari. Indagini rivelano estorsioni, traffico di droga e ingerenze politiche


Alle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato ha compiuto un blitz contro il Clan Parisi/Palermiti, eseguendo 137 misure cautelari e arrestando esponenti di spicco, faccendieri e politici coinvolti in una rete criminale di ampia portata.

L’operazione, denominata CODICE INTERNO, ha colpito i vertici dell’organizzazione mafiosa, accusati di associazione mafiosa, estorsioni, porto e detenzione illegale di armi ( 30, tra pistole e mitragliatrici, 3 silenziatori ed oltre 700 cartucce di vario calibro), traffico di droga, turbata libertà degli incanti e ingerenza elettorale politico-mafiosa.

Le indagini, condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno rivelato un quadro inquietante delle attività del clan, inclusi riti di affiliazione ‘ndranghetista, estorsioni violente, e un’elevata disponibilità di armi pronte all’uso. L’organizzazione si era insinuata in vari settori della vita sociale, amministrativa ed imprenditoriale del territorio, incluso il mondo dello sport, dove interferenze gravi hanno alterato gli esiti di campionati calcistici di Promozione e di Eccellenza, nelle stagioni 2017/2018.

L’azione di Polizia Giudiziaria ha coinvolto circa 1000 agenti in un’attività di vasta portata, sostenuta da meticolose indagini condotte dal 2016 ad oggi. Le prove raccolte comprendono intercettazioni telefoniche e telematiche, servizi di pedinamento, perquisizioni e sequestri di armi, stupefacenti e somme di denaro. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno confermato la pericolosità dell’organizzazione, situando le indagini nel contesto della guerra di mafia a Japigia, che nel 2017 ha causato tre omicidi.

Parallelamente agli arresti, sono in corso sequestri patrimoniali d’urgenza per confiscare beni e patrimoni riconducibili alle attività illecite, per un ammontare di circa 20 milioni di euro. Questi beni includono immobili, quote societarie, conti bancari, autovetture e beni di lusso.

L’inchiesta ha anche rivelato l’ampia infiltrazione del clan “Parisi/Palermiti” e “Strisciuglio” in settori politici – in particolare nelle consultazioni amministrative per l’elezione del Sindaco di Bari del 26 maggio 2019, in cui sono stati catalizzati numerosi voti per l’elezione, poi avvenuta, di un consigliere -, ed imprenditoriali locali, con membri del sodalizio collocati strategicamente in società partecipate comunali e aziende automobilistiche. In risposta, il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione ha disposto misure di prevenzione non ablativa, compresa l’amministrazione giudiziaria di aziende ex art. 34 del codice antimafia.

Il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione ha inoltre ordinato il sequestro finalizzato alla confisca di un cospicuo complesso immobiliare su richiesta del Procuratore della Repubblica di Bari nei confronti di uno degli arrestati, ex consigliere regionale Giacomo Olivieri destinatario della misura custodiale in carcere e di sua moglie, Maria Carmen Lorusso, attualmente consigliere comunale di Bari e destinataria della misura degli arresti domiciliari (il cui padre Vito, primario oncologo dell’Irccs di Bari, è destinatario anch’egli di arresti domiciliari).

Il procedimento, nella fase delle indagini preliminari, prevede interrogatori di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, riservando la valutazione della colpevolezza ai successivi sviluppi del processo.