Al centro del confronto tra specialisti la prevenzione, l’innovazione terapeutica e l’impatto delle nuove tecnologie nella gestione della “diabesità”.
La Puglia si trova a fare i conti con un’emergenza sanitaria e sociale legata all’eccesso ponderale e alle patologie metaboliche, dove quasi un adulto su due risulta in sovrappeso o obeso. Il quadro allarmante è emerso con chiarezza nel corso del congresso dell’AME, l’Associazione Medici Endocrinologi, che nei giorni scorsi ha riunito a Bari, presso Villa Romanazzi Carducci, specialisti provenienti da tutta Italia per due giornate di confronto e aggiornamento professionale. L’obiettivo dell’appuntamento è stato quello di analizzare le più recenti evidenze scientifiche e tradurle efficacemente nella pratica clinica quotidiana, affrontando le sfide poste da malattie croniche ad alto impatto.
Il fenomeno dell’eccesso ponderale non risparmia purtroppo le fasce più giovani della popolazione. Secondo i dati emersi e richiamati durante i lavori, tra i bambini pugliesi di 8 e 9 anni la percentuale di soggetti in eccesso ponderale tocca quota 35,9%. A questo si affianca la diffusione del diabete, che in regione interessa circa il 7,6% dei cittadini, per una stima complessiva di circa 270mila persone colpite, un dato che cresce sensibilmente con l’avanzare dell’età fino a sfiorare il 9% nella fascia compresa tra i 50 e i 69 anni.
Sul legame stretto tra stili di vita scorretti, obesità e insorgenza del diabete si è concentrato l’intervento del professor Edoardo Guastamacchia, già docente di Endocrinologia all’Università degli Studi di Bari e già presidente AME. “L’obesità è una condizione che va affrontata come un problema di salute e non soltanto come una questione di peso” – ha spiegato Guastamacchia, sottolineando l’importanza di intervenire preventivamente prima che la patologia si manifesti in modo conclamato. L’esperto ha inoltre aggiunto, “Quando stile di vita e corretta alimentazione non sono sufficienti, è necessario intervenire farmacologicamente. Oggi sono disponibili farmaci efficaci sia nel controllo glicemico sia nella riduzione del peso corporeo, contribuendo a ridurre le complicanze della diabesità, in particolare quelle cardiovascolari”.
La complessità nella gestione di questi pazienti richiede modelli organizzativi evoluti. Il dottor Nicola Argese, dirigente medico dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, ha evidenziato l’importanza di un approccio sempre più multidisciplinare, “La complessità dei nostri pazienti richiede una stretta integrazione tra endocrinologi, diabetologi e gli altri specialisti coinvolti, ma anche un collegamento efficace tra ospedale e territorio. Incontri come questo sono fondamentali proprio perché consentono di confrontare esperienze diverse, condividere percorsi e, soprattutto, fare rete, trasformando l’aggiornamento scientifico in una migliore presa in carico del paziente”.
Spazio anche all’innovazione tecnologica e diagnostica, come sottolineato dal professor Vincenzo Triggiani, professore associato di Endocrinologia all’Università degli Studi di Bari e dell’U.O. di Endocrinologia del Policlinico di Bari, ” Il congresso ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto sulla diagnostica, anche attraverso l’impiego di sistemi avanzati, dell’intelligenza artificiale e della biologia molecolare”
Il programma ha riservato grande attenzione alla formazione pratica attraverso corsi specifici dedicati all’agoaspirato della tiroide, alle tecniche di termoablazione mini-invasive in alternativa alla chirurgia e all’utilizzo di microinfusori e sensori per il monitoraggio glicemico, confermando l’impegno costante dell’AME per la crescita professionale della classe medica.
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