Trasporto disabili sospeso a Bari: l’avvocato Colaianni attacca la Città Metropolitana e chiede urgentemente l’affidamento diretto

Bandi europei deserti e famiglie costrette al fai-da-te. Il Consigliere metropolitano denuncia la lesione dei diritti e indica la via d’urgenza

Un colpo spietato ai danni delle famiglie e della dignità degli studenti più fragili del territorio barese. Con il suono della prima campanella fissato per il prossimo 17 settembre 2026, la Città Metropolitana di Bari alza bandiera bianca e cancella di fatto il servizio pubblico di trasporto scolastico assistito per gli alunni con disabilità frequentanti gli istituti superiori. La denuncia, dettagliata e priva di sconti, arriva dall’avvocato e Consigliere metropolitano Krizia Colaianni, che raccogliendo il grido d’allarme di genitori, pedagogiste e assistenti specialistici, mette a nudo l’inaudita gravità di una gestione amministrativa culminata nel fallimento di ben tre procedure di gara europee, andate tutte deserte a causa di condizioni tecniche ed economiche ritenute del tutto insostenibili dal mercato.

Lo scaricabarile della burocrazia e l’illusione del rimborso ACI

L’amministrazione metropolitana, attraverso la nota a firma del Dirigente ad interim Raffaele Nicola Vitto, ha prospettato una misura che Colaianni definisce inaccettabile: pretendere che siano i genitori a farsi carico del trasporto dei propri figli entro il termine del 24 agosto, accontentandosi di un mero indennizzo economico basato sulle tabelle ACI. Ma come si può pensare di scaricare la responsabilità organizzativa sulle spalle dei nuclei familiari? Cosa dovrebbero fare quelle famiglie che non dispongono di un veicolo idoneo, di una patente o della compatibilità con gli orari di lavoro?

Si tratta di una discriminazione palese che trasforma un diritto soggettivo perfetto e costituzionalmente garantito in una concessione subordinata alle logiche di bilancio. A questo scenario si somma la condotta rigida di taluni uffici dei servizi sociali, il cui rifiuto di instaurare un dialogo costruttivo con le pedagogiste sta lasciando senza risposte decine di operatori e genitori esasperati.

L’affondo dell’avvocato Colaianni e la proposta d’emergenza

Nel documento inoltrato ai vertici dell’Ente e per conoscenza alla Prefettura di Bari, il Consigliere Colaianni mette in evidenza la rinuncia istituzionale da parte della dirigenza: «La dicitura con cui l’Amministrazione dichiara di preferire “non assumere impegni che non si sarebbe in grado di mantenere” denota una preoccupante resa preventiva all’esercizio delle proprie funzioni essenziali di assistenza. Il diritto all’istruzione dei disabili non è negoziabile».

Di fronte a questa paralisi, l’avvocato Colaianni traccia l’unica strada percorribile per evitare che dal 17 settembre centinaia di ragazzi restino reclusi in casa. Essendo dimostrata l’estrema urgenza e trattandosi di importi che rientrano nelle soglie di legge, la Città Metropolitana ha il dovere morale e giuridico di procedere immediatamente con un affidamento diretto a un’agenzia di trasporto privato oppure di precettare l’AMTAB S.p.A., che dispone di mezzi idonei per il trasporto disabili.

Nessuna alibi prima della prima campanella!

Le famiglie non chiedono mance o rimborsi chilometrici, pretendono il rispetto della legge e della dignità dei propri figli. La palla passa ora alla giunta metropolitana, chiamata a firmare l’affidamento d’urgenza prima che l’anno scolastico si trasformi nell’ennesima pagina di ingiustizia sociale.

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Elvira Zammarano

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