Bari, guerra ai patrimoni illeciti: Procura e Guardia di Finanza sequestrano oltre 355 milioni di euro in tre anni

Consuntivo del triennio 2023-2026 sul territorio pugliese: sotto la lente evasione fiscale, truffe sui bonus, corruzione nella sanità e infiltrazioni mafiose.

Un’azione coordinata e inflessibile per sottrarre le ricchezze accumulate illegalmente e recidere i canali di finanziamento della criminalità economica e organizzata. Nel triennio intercorrente tra agosto 2023 e agosto 2026, la sinergia investigativa tra la Procura della Repubblica di Bari e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha portato all’esecuzione di provvedimenti cautelari reali per un importo complessivo che supera i 355 milioni di euro. Il bilancio dettagliato resoconta gli interventi eseguiti nel capoluogo e sul territorio pugliese, confermando un trend in progressiva crescita nell’aggressione ai beni di illecita provenienza, con l’obiettivo prioritario di tutelare il mercato, gli imprenditori onesti e il circuito dell’economia legale.

La stretta sulle frodi fiscali e l’uso indebito dei bonus edilizi

Il segmento operativo di maggiore impatto economico riguarda la lotta all’evasione fiscale, alle compensazioni indebite e ai raggiri legati alla spesa pubblica, con sequestri disposti e convalidati per ben 162,4 milioni di euro. Tra le inchieste emblematiche del triennio spicca l’operazione “Opus” del 2023, che ha fatto luce su un collaudato sistema di somministrazione illecita di manodopera nella logistica mediante cooperative “serbatoio”, culminando nel blocco di circa 62 milioni di euro relativi all’IVA indebitamente detratta.

Nello stesso filone si inserisce l’indagine “Bianco di Facciata”, con un sequestro d’urgenza da 20 milioni di euro per crediti inesistenti gravanti sul “bonus facciate”, e l’operazione “Bonus delivery” del 2024, che ha portato al congelamento di oltre 22 milioni di euro generati da un professionista barese attraverso la fittizia creazione di crediti da superbonus 110% in danno di ignari cittadini. Bloccate anche reti articolate di società “cartiere” ad Altamura nell’ambito dell’operazione “Crisalide” (5,3 milioni) e nel Barese con l’inchiesta “Pacco di sale” (4,8 milioni di euro per fatture false usate per monetizzare contante).

Trasparenza nella Pubblica Amministrazione, sanità e reati societari

L’impegno investigativo indirizzato alla tutela della pubblica amministrazione e al contrasto dei reati fallimentari e finanziari ha consentito l’adozione di misure cautelari reali per circa 19,7 milioni di euro. In questo settore risalta l’inchiesta condotta nel 2024 sulla ASL di Bari, che ha portato all’arresto di dieci persone – tra cui tre funzionari pubblici – e al sequestro di oltre 400 mila euro tra contanti, gioielli e beni di lusso, considerati il prezzo di pratiche corruttive legate alla gestione degli appalti per le strutture sanitarie.

Nel medesimo comparto rientrano le condotte di bancarotta fraudolenta emerse nell’operazione “Antrum” del 2026, con il sequestro preventivo delle quote di una società da 7,3 milioni di euro riconducibile a una famiglia di costruttori, e l’inchiesta “Kairos” del 2025 sull’abusivismo finanziario e autoriciclaggio internazionale (6,2 milioni di euro). Un filone d’indagine ha inoltre riguardato le condotte appropriative di denaro pubblico ai danni dell’agenzia regionale Pugliapromozione, sfociate nel sequestro preventivo di 2,6 milioni di euro distratti a favore di pubblici ufficiali e dei loro familiari.

Il contrasto alla criminalità organizzata e i sequestri antimafia

Il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto imprenditoriale ha registrato provvedimenti per oltre 152 milioni di euro, dei quali circa 63 milioni derivanti dall’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali del Codice Antimafia. L’operazione “Mercato”, conclusasi nel luglio 2026, ha disarticolato una struttura legata a uno storico clan barese attiva nel settore delle scommesse sportive, con 23 misure personali ed esecuzioni reali per oltre 63 milioni di euro a carico di 79 soggetti.

L’impiego dei sequestri “per sproporzione” ha colpito esponenti malavitosi e fiancheggiatori nell’operazione “Mari e Monti” nel Foggiano (6,5 milioni di euro) e un pluripregiudicato di Cerignola specializzato negli assalti ai portavalori (600 mila euro). Gli strumenti di prevenzione sono stati applicati anche in contesti economici complessi, come nell’operazione “Lama bianca” del 2025, che ha consentito di apporre i sigilli a un patrimonio da 38,5 milioni di euro – tra immobili di pregio e attività commerciali – accumulato da due fratelli accusati di truffe allo Stato mediante l’uso di prestanome.

Tutela dei consumatori e garanzie costituzionali

A completamento del consuntivo, il comparto della sicurezza dei prodotti e della tutela del mercato ha visto l’esecuzione di sequestri per 21 milioni di euro, tra cui spicca un intervento singolo per oltre 9 milioni di euro legato al commercio di merci pericolose e con indicazioni mendaci sulla qualità.

La Procura della Repubblica di Bari precisa che tutti i procedimenti menzionati versano nella fase delle indagini preliminari. I provvedimenti adottati hanno natura provvisoria e sono fondati su un quadro di gravità indiziaria: la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine potrà essere affermata soltanto all’esito di una sentenza di condanna irrevocabile, nel pieno rispetto dell’articolo 27 della Costituzione e delle garanzie previste dalla legge.

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Elvira Zammarano

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