Panico al Perrino di Brindisi, paziente minaccia il personale con un taglierino: la FP Cgil chiede interventi urgenti

Momenti di panico nel reparto di Pneumologia. Disarmato dai Carabinieri, il sindacato denuncia: «L’ennesimo episodio di una catena inaccettabile».

Una nuova e drammatica falla nei protocolli di sicurezza trasforma le corsie d’ospedale in uno scenario di pura follia. Domenica 30 agosto, all’interno del reparto di Pneumologia dell’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi, un paziente ha minacciato medici, infermieri, operatori socio-sanitari e degenti brandendo un taglierino. Il grave episodio è stato inizialmente arginato dai vigilanti in servizio presso la struttura, per poi richiedere l’intervento urgente dei Carabinieri, che hanno bloccato e disarmato l’uomo riportando la calma. La sigla sindacale FP Cgil ha espresso dura condanna sull’accaduto, sollecitando la revisione immediata delle misure di tutela per l’intero presidio sanitario

La dinamica dell’aggressione e l’allarme del sindacato

Il grave fatto di cronaca riporta al centro del dibattito la vulnerabilità dei lavoratori della sanità pubblica. L’uomo, in evidente stato di alterazione, ha estratto l’arma da taglio tra i corridoi della degenza, seminando il panico tra il personale di turno e i ricoverati. Soltanto la prontezza delle guardie giurate e il successivo blitz dei militari dell’Arma hanno scongiurato tragiche conseguenze.

A seguito del fermo dell’aggressore, i vertici della FP Cgil Brindisi – attraverso il segretario generale Luciano Quarta, unitamente ai dirigenti Valerio Aga e Guido Margarito – hanno sottolineato come non si tratti di un caso isolato. Il sindacato ha richiamato alla memoria i recenti eventi violenti registrati nello stesso nosocomio, tra cui la tentata aggressione con una mazza da baseball ai danni di un vigilante all’ingresso e le intemperanze verificate nel reparto di Ortopedia.

Protocolli da riscrivere e richiesta di presidi fissi

Per la rappresentanza dei lavoratori, le dinamiche ripetute evidenziano un rischio organizzativo ormai trasversale e sistemico. «Se le procedure esistono, devono essere adeguate, operative e capaci di impedire che un paziente possa introdurre e brandire un’arma in un reparto ospedaliero; se non lo sono, devono essere immediatamente riscritte e rese effettive», rimarcano i rappresentanti sindacali.

La FP Cgil ha formalmente richiesto alla direzione aziendale l’attivazione immediata di un piano strategico di prevenzione contro gli atti di violenza, l’adozione di misure specifiche per la gestione dei pazienti ad alto rischio, l’effettività della reperibilità dirigenziale e il potenziamento strutturale del presidio fisso di Polizia di Stato all’interno del nosocomio brindisino.

Sicurezza e tutela degli operatori sanitari

L’incolumità del personale medico e dei degenti richiede una risposta istituzionale ferma e non più differibile, indispensabile per garantire il regolare svolgimento delle prestazioni assistenziali in un clima di necessaria serenità.

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Elvira Zammarano

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