Trasporto scolastico disabili Bari e Foggia, servizi al collasso: famiglie e USB, “Ritiriamo in massa i nostri figli”

L’imminente riapertura delle scuole in Puglia si trasforma nell’ennesima emergenza per le famiglie degli studenti con disabilità. Tra gare d’appalto deserte a Bari e ritardi nell’assistenza specialistica a Foggia, il sistema della privatizzazione dei servizi pubblici mostra pesanti criticità logistiche. L’Unione Sindacale di Base — affiancata dai genitori e dal personale educativo — denuncia una gestione amministrativa fallimentare che scarica l’efficienza sui soggetti più fragili, minacciando il ritiro di massa degli alunni dalle classi.

La campanella di inizio anno scolastico sta per suonare, ma per decine di ragazzi con disabilità residenti nelle province di Bari e Foggia il ritorno tra i banchi rappresenta una corsa a ostacoli inaccettabile. Un quadro critico che palesa il completo collasso dei servizi essenziali legati all’integrazione scolastica. Il nodo principale riguarda la Città Metropolitana di Bari, incapace di garantire il servizio di trasporto dedicato agli studenti delle scuole superiori a causa del fallimento di ben tre gare d’appalto a rilevanza europea, andate interamente deserte. La scelta degli enti pubblici di proporre capitolati basati su gare al ribasso ha spinto le cooperative sociali a rifiutare condizioni economiche insostenibili, aggravate dal continuo aumento del costo dei carburanti e della manutenzione dei mezzi attrezzati.

Anziché assumersi la responsabilità di una programmazione errata, le istituzioni locali hanno avviato uno scaricabarile imbarazzante tra Città Metropolitana, Comune di Bari e Regione Puglia. L’idea di tamponare l’assenza di bus con il semplice rimborso chilometrico dell’Automobile Club d’Italia esclude brutalmente tutti quei nuclei familiari privi di veicoli idonei o impossibilitati ad accompagnare i figli a causa degli orari di lavoro. Per chi resta escluso, la promessa di utilizzare soluzioni integrative come il Taxi Sociale resta una chimera. Gli uffici comunali di Bari brancolano nel buio e non hanno ancora pubblicato la modulistica necessaria sul portale istituzionale, lasciando gli utenti senza alcuna indicazione operativa.

Una situazione speculare si registra nella provincia di Foggia, dove l’avvio dell’assistenza specialistica non avverrà in concomitanza con la prima campanella. L’amministrazione provinciale ha ignorato per due mesi le richieste di incontro avanzate dai rappresentanti dei lavoratori, impedendo la pianificazione dei percorsi. L’Unione Sindacale di Base Puglia manifesta una dura presa di posizione al fianco dei genitori, ricordando che la mancata erogazione dei trasporti e dell’assistenza costituisce un’interruzione di pubblico servizio e una diretta violazione del diritto costituzionale allo studio.

Gli educatori e le educatrici — la cui retribuzione dovrà essere comunque garantita regolarmente secondo i contratti collettivi — conoscono bene le conseguenze psico-fisiche e l’isolamento sofferti dagli alunni di fronte a simili disservizi. Le famiglie, esasperate dal continuo palleggio di competenze burocratiche, hanno lanciato un fermo ultimatum alle amministrazioni: senza la pubblicazione immediata dei moduli e l’attivazione dei percorsi entro quarantotto ore, ritireranno in massa i propri figli dagli istituti scolastici. Una misura estrema ma indispensabile per fermare il continuo degrado di prestazioni pubbliche svendute alla logica dei rimborsi e dei tagli di bilancio

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Elvira Zammarano

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