L’avvocato barese Fabio Cardanobile vince in Cassazione contro un colosso della Telefonia, per ISDE Italia, “Risultato storico”

L’avvocato Fabio Cardanobile ha ottenuto una pronuncia storica in Cassazione in materia di uso sicuro dei telefoni cellulari e prevenzione dai rischi delle radiofrequenze. «La prima sentenza al mondo di una Suprema Corte a sancire che i produttori di telefoni cellulari DEVONO indicare ai consumatori le modalità per un uso sicuro del telefono cellulare, perché le radiofrequenze che essi emettono sono potenzialmente pericolose per l’uomo», ha commentato il legale. La decisione ha raccolto l’immediato entusiasmo dell’International Society of Doctors for Environment (ISDE), che la considera un traguardo fondamentale per la sanità pubblica.

L’avvocato Fabio Cardanobile ha sottolineato l’importanza di un traguardo giudiziario che segna un punto di non ritorno per la tutela della salute pubblica. «Quello dell’ISDE è un riconoscimento importante perché arriva dalla comunità medico-scientifica internazionale impegnata da anni e con merito sul fronte della prevenzione e della precauzione», ha spiegato il legale dopo il deposito dell’ordinanza numero 24015 del 2026 da parte della Terza sezione civile della Corte di Cassazione. Il provvedimento ha accolto il ricorso presentato da Monica Briganti contro la multinazionale Apple Distribution International Ltd., azzerando la precedente decisione della Corte d’Appello di Bologna e rinviando la vertenza a un nuovo collegio giudicante.

Al centro della vertenza vi è un tema chiave portato avanti da tempo dall’Associazione Medici per l’Ambiente: la necessità di adottare un approccio precauzionale e garantire alle persone informazioni chiare per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici. La causa è stata promossa e patrocinata sin dal primo grado dall’avvocato Fabio Cardanobile, che nel 2019 aveva già avviato un confronto con Agostino Di Ciaula — presidente del Comitato scientifico ISDE Italia — sulle evidenze scientifiche e sulle relazioni ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità. I giudici della Suprema Corte hanno stabilito che la presenza del marchio CE e il rispetto degli standard tecnici non esonerano le aziende produttrici dai doveri di informazione. L’incertezza scientifica non può diventare una scusa per evitare la prevenzione. Al contrario, essa rappresenta il presupposto per attivarsi e proteggere i cittadini, applicando la regola ALARA — che impone di mantenere l’esposizione ai livelli più bassi ragionevolmente possibili.

«Tutela della salute e diritto di conoscere e gestire i rischi per la salute sono due facce della stessa medaglia», ha ribadito l’avvocato Fabio Cardanobile. La mancanza di informazioni incide sulla possibilità della persona di decidere in modo consapevole come utilizzare il dispositivo. Se adeguatamente informata, la consumatrice avrebbe ridotto l’uso prolungato, utilizzato maggiormente vivavoce o auricolari, evitato di tenere il telefono a contatto con il corpo o acceso vicino alla testa durante la notte e adottato maggiori precauzioni per i figli minori.

Il giudice del rinvio dovrà ora verificare l’impatto dell’omissione informativa sul caso specifico e valutare eventuali risarcimenti o rimedi preventivi. Tra le misure indicate figurano l’inserimento di avvertenze sulle confezioni, avvisi digitali per l’uso prolungato e accessori per un utilizzo sicuro. La decisione dimostra che la prevenzione resta il pilastro fondante della tutela della salute.

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Elvira Zammarano

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